GRIFONERIE Perugia 'zoppo' a sinistra, ma Cosmi e Iemmello sono garanzia di salvezza e un ponte sul futuro

L'analisi di Claudio Sampaolo dopo il pari rimonta ottenuto dal Grifo a Pescara: cambiano gli interpreti del ruolo ma non il risultato e arriva l'ennesimo gol per distrazione su cross

Se due indizi fanno (quasi) una prova, sette errori ripetuti e in carta carbone scrivono da soli una sentenza. Parliamo di calcio, del Perugia, della sua pressoché totale incapacità di difendere sul suo lato sinistro e su cross proveniente da destra. 

Coinvolti, in questa incredibile serie di gol presi in modo identico, dal primo di Mancuso a Empoli all’ultimo di Maniero venerdì a Pescara, chiunque sia stato schierato in quel ruolo o in quella posizione, cioè Di Chiara, Nzita, Falasco, Sgarbi, Gyomber.

E che il blackout sia arrivato indifferentemente con la difesa schierata a 3 o a 4, prima con Oddo e poi con Cosmi, dimostra che non c’entrano un tubo schemi o preparazione tecnico-tattica, ma qui si parla proprio di incrostazioni ormai incancellabili di giocatori che ormai hanno l’età che hanno e difficilmente potranno imparare come si sta in area o come si mantiene la concentrazione, che è la cosa più difficile da allenare e da insegnare.

Ci vorrebbe il grande Antonio Ceccarini per spiegare come si può restare ferocemente concentrati da un’ora prima a un’ora dopo la partita. Una dote, quella del nostro amatissimo Tigre, che avremmo poi rivisto in pochissimi, grandi calciatori: Claudio Gentile, Billy Costacurta e, naturalmente, la BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini) che ha fatto vincere 8 scudetti alla Juve.

Tutto questo pone almeno un paio di questioni importanti sulle quali riflettere in vista del futuro campionato, che affronteremo alla fine. Prima, per rinfrescarci le idee, facciamo un breve riepilogo delle reti subite, lo ripetiamo, con azione identica: cross dalla sinistra degli avversari, sempre lungo, verso il palo più lontano e rete. Quasi sempre di testa.

Empoli-Perugia 3-0: il secondo gol nasce da un cambio gioco di Balkovec, sul quale Sgarbi e Di Chiara si guardano e si fanno infilare da Mancuso.

Benevento-Perugia 1-0: Armenteros decide la partita sfruttando una torre di testa (??) di Insigne all’altezza (??) del secondo palo, che sovrasta, si fa per dire, Di Chiara bloccato a terra.

Crotone-Perugia 2-3: Mustacchio segna il secondo gol sbucando dalle spalle di Di Chiara su un filtrante rasoterra. Il fatto che sia stato realizzato di piede conferma, se ce ne fosse bisogno, che l’attenzione come difensore di Di Chiara è sempre ai minimi termini

Peruga-Cittadella 0-2: cross di Rosafio e Diaw raddoppia infilandosi tra Gyomber e Falasco.

Cremonese-Perugia 2-1: il gol della vittoria lo segna Piccolo, di testa (una novità) saltando ben oltre Nzita, che peraltro aveva appena sostituito Di Chiara, su centro da sinistra di Migliore.

Perugia Pordenone 1-2: dopo 2’, cross di Pobega da sotto la gradinata e stacco di testa vincente di Mazzocco che sovrasta Dragomir, altro mancino della compagnia inadatto a marcare chiunque nella propria area.

Pescara Perugia 2-2: Balzano carica da sinistra e Maniero segna indisturbato tra Falasco e Di Chiara, quasi senza staccare.

Riflessione finale: che nessuno dei giocatori citati possa fare il difensore in maniera decente (a parte Dragomir che è in effetti un centrocampista) lo dimostrano i fatti e anche le storie individuali. Per questo sosteniamo che dovendo costruire la squadra del prossimo anno sarebbe bene ripartire subito con Cosmi, che ha l’occhio lungo e l’esperienza per evitare il ripetersi di certi errori in fase di calciomercato.

È certo che la presenza di Angella, mai presente nelle occasioni succitate, o di un leader difensivo simile a lui, può fare aggio a certi squilibri, ma è altrettanto sicuro che Falasco non ha i movimenti del difensore centrale (i tagli li copre chi li vede, ma per “vedere” occorre concentrazione massima), che Di Chiara è al massimo un centrocampista mancino, ma in area, o da quarto, o da quinto, si perde regolarmente chiunque arrivi dalle sue parti. Forse Serse potrebbe lavorare su Nzita, che però non ha un gran fisico per reggere gli urti (vedi Cremona). Molto più probabile che l’occhio lungo di Cosmi vada a pescare un Grosso o un Pieri.

Ma per far questo dovrebbe subito mettersi al lavoro con Goretti e non sentirsi sempre sub judice.

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PS.: avevamo scritto qualche giorno fa che contestare Iemmello non aveva granché senso, ancorché perdurassero digiuno di gol ed errori non da lui. Ma siccome il calcio insegna che non si disimpara a fare gol e soprattutto se si sbagliano vuol dire che si è al posto giusto nel momento giusto. Si trattava solo di aspettare. Così è stato.

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