GRIFONERIE Perugia, dalla conferma di Cosmi passano salvezza e futuro

L'analisi di Claudio Sampaolo - Nella modestissima serie B di quest’anno, il Perugia vale il 6 politico come tutte le altre. Ma nonostante episodi e arbitraggi stiano incidendo pesantemente, l’allenatore resta un indispensabile punto fermo

Forse è ora di dire la verità senza schemi precostituiti e senza mascherine davanti alla bocca: la serie B di quest’anno è di una pochezza tecnica sconfortante. Un campionato dove, Benevento escluso, tutti possono perdere con tutti, dove (forse) il Livorno e il Cosenza hanno qualcosa in meno degli altri, ma non è nemmeno tanto sicuro.

E allora, nel campionato degli “scarsi”, dove i giocatori tecnicamente bravi, quelli che sanno leggere una partita, quelli che sanno ribaltare i risultati con un “colpo” si contano sulle dita di una mano, che cosa decide le partite? Semplice: la casualità, gli episodi, persino gli arbitraggi. Perché sia chiaro che in un campionato modesto ci sono arbitri modesti, che non avendo neppure il conforto della Var vedono quel che possono vedere ed ogni tanto fanno anche errori tecnici, come quello di Illuzzi ha dato un rigore molto ma molto dubbio a Diaw (lui era lontano e il guardalinee abbastanza distratto) ma poi non ha espulso Rosi, come da regolamento.

Per non sbagliare analisi abbiamo chiesto lumi ad un giovane fischietto emergente e la sua risposta è stata eloquente: “Se faccio io un errore del genere non arbitro più per un mese”.

Ma gli sbagli degli arbitri, checché se ne dica, sono pari a quelli dei giocatori. Basta pensare al gol sbagliato da Iemmello a Cittadella, oppure alle espulsioni ed alle squalifiche del tutto ingiustificate degli ultimi tempi (Gyomber, Di Chiara, Falzerano, Sgarbi…).

Proprio scivolando col discorso sul tema espulsioni, ci chiediamo: ma i giocatori professionisti e lo staff tecnico, oltre a studiare gli avversari, non dovrebbero conoscere pregi e difetti degli arbitri? Non sanno chi ha il rosso facile, il rigore a pronto uso, chi è più o meno permaloso? Se arbitra uno come Camplone, che ha già messo insieme 74 cartellini gialli in 13 partite, il minimo sindacale è stare zitti e non protestare.

Adesso, poi, con i microfoni di campo amplificati ed il silenzio degli spalti si percepiscono anche piccoli grandi segreti. Per esempio che Orsato, il miglior arbitro italiano, se è “attaccato” verbalmente non tira fuori i cartellini ma risponde per le rime, pure col sorriso sule labbra. Ma Orsato è Orsato.

Quando Falzerano è stato sanzionato per un fallo che evidentemente aveva subito, Rosi è andato subito a protestare, invocando pure l’intervento del quarto uomo a supporto dell’arbitro (“dagli una mano, aiutalo…”), ma Camplone non ha fatto una piega. Anzi ha urlato “allontanati” a Rosi, cioè al capitano. Quindi era implicito intuire che non avrebbe tollerato proteste da nessun altro, figurarsi un giocatore che gli dice “svegliati” e forse anche qualcosa di altro.

Rifondare il Perugia copiando l’Atalanta? Un'idea per Santopadre, Goretti e Cosmi

Tutto ciò premesso, parliamo del Perugia, di quello che ha pareggiato col Crotone in dieci e perso contro Cittadella e Pordenone. Chi scrive di squadra in crisi dovrebbe rivedersi le tre partite e fare un po’ di autocritica, perché in questi 270’ più recupero la squadra di Cosmi avrebbe anche potuto fare 9 punti e, tanto per confermare il nostro incipit, non si sarebbe gridato allo scandalo.

Al netto delle espulsioni più o meno giuste, di rigori dati e non dati, di pali e traverse (“tiri sbagliati” per Brera, ma ci siamo capiti) il Perugia ha mostrato una idea di calcio, sicuramente migliore di Cittadella e Pordenone e come minimo al pari del Crotone, tutte incredibilmente in corsa per la A, alle spalle del Benevento.

Dunque siamo molto perplessi nel leggere o sentire elogi sperticati su squadre modeste come Crotone (Barberis, Benali, Simy…e poi?), Frosinone (Ciano e niente più), Cittadella (Iori, Diaw), Pordenone, Salernitana, Entella, Chievo e via elencando. Per capirci: tutti in serie B tirano su palazzi grazie a bravi manovali e qualche geometra esperto, ma di ingegneri o architetti illuminati non c’è neppure l’ombra. Se fossimo a scuola si potrebbero promuovere tutti col vecchio “sei politico”, ma sarebbe più giusto, invece, una bella bocciatura di massa.

Il Perugia, mal costruito a centrocampo, poteva comunque contare su una ossatura con almeno quattro giocatori importanti: Vicario, Angella, Falcinelli e Iemmello. Il primo ha portato punti e non ha sbagliato una partita, anzi, se dovessimo scommettere qualcosa, pensiamo sia l’unico ad avere prospettive di serie A, forse assieme a Nicolussi. Angella, purtroppo, ha navigato a vista tra infortuni e rientri precari, pur dimostrando sempre la sua leadership; Iemmello, dopo aver tenuto in alto la squadra con i suoi gol, ha ballato solo nel girone d’andata. Ora sbaglia anche i gol più facili e sembra preda di uno scoramento tipico degli attaccanti che restano troppo a digiuno. Idem potremmo aggiungere per Falcinelli, che però, almeno, corre e lotta senza limiti.

Santopadre: "Chiedo scusa agli arbitri, ai prossimi rossi multe salate"

Ecco, allora, la conclusione. Nel marasma di questa serie B livellata in basso, al Perugia basterebbe davvero poco per tirarsi fuori dal limbo: recuperare la presenza di Angella e qualche gol, anche rubacchiato, di Iemmello e Falcinelli.

In più, ma questa, conoscendo il pensiero, neppure inespresso, di Santopadre sospettiamo sia quasi una idea immersa nell’utopia, ci vorrebbe la conferma di Cosmi per il prossimo anno. Adesso, subito, non tra un mese.

Per un paio di ragioni:

1) Confermare l’allenatore significa mandare un messaggio chiaro ai calciatori, visto che gran parte sono di proprietà e potrebbero restare anche l’anno prossimo. Cioè, da qui alla fine, saranno giudicati da chi deciderà sul loro destino.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

2) Ormai di prove e di cambi ne sono stati fatti anche troppi (Giunti, Bucchi, Breda, Oddo) e forse sarebbe l’ora di affidarsi ad un tecnico di esperienza, tecnica e ambientale e programmare con lui il futuro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Pescara-Perugia 2-1, al posto di Oddo parla Goretti che accusa: "Sottil antisportivo"

  • Coronavirus in Umbria, il bollettino dell'8 agosto: dieci nuovi positivi

  • Questo matrimonio non si deve fare, intervengono i Carabinieri e sventano le nozze combinate

  • Coronavirus in Umbria, quattro bambini positivi: "Tutti asintomatici e in isolamento"

  • Coronavirus in Umbria, il bollettino del 13 agosto: sette nuovi positivi e un nuovo ricoverato in ospedale

  • Coronavirus in Umbria, la mappa al 9 agosto: tutti i dati comune per comune

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PerugiaToday è in caricamento