Perugia, capitan Rosi pronto a una 'nuova vita': "Cosmi mi ha allungato la carriera"

Con il calcio in sospeso per l'emergenza coronavirus, il 32enne difensore si confessa dalla quarantena: "Da terzino mi sto trasformando in centrale ed è un ruolo che mi piace anche per il futuro. La ripresa? Il primo obiettivo del Grifo dovrà essere la salvezza"

Il Perugia è in quarantena per l'emergenza coronavirus e di certo ci resterà almeno fino al 13 aprile, con gli allenamenti delle società sportive vietate fino a quella data dal governo Conte con il suo ultimo decreto. Nell'isolamento della sua casa perugina però, il capitano Aleandro Rosi continua a faticare nella palestra 'fai da te' che è riuscito ad allestire tra le mura domestiche,tanto da strappare sui social gli applausi di Francesco Totti, suo vecchio compagno nella Roma: "Alla condizione fisica ci tengo e mi sono sempre allenato duramente anche nei mesi in cui ero senza squadra prima di venire al Grifo - spiega il 32enne difensore biancorosso -. Voglio essere da esempio: se non mollo io che sono il capitano i ragazzi che mi vedono magari si sentono stimolati. Il mio motto è 'chi si ferma è perduto" e vale più che mai oggi, in questa situazione surreale. L'unico lato positivo di questa quarantena è la possibilità di poter passare più tempo con la famiglia".

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Il calcio resta dunque in sospeso e si teme un forte rimensionamento di tutto il sistema, con l'ipotesi di tagli allo stipendio all'orizzonte anche per i calciatori: "Noi capitani siamo in contatto costante con l'Aic sia per questo aspetto ma in più generale per capire quanso e se si riprenderà a giocare. Se ci sarà da stringere i denti lo faremo anche noi , non sarà un problema ridurci in parte lo stipendio in un momento in cui tante famiglie faticano ad arrivare a fine mese e anche imprenditori importanti si trovano in difficoltà. La speranza più grande ora è quella di avere di nuovo la libertà di vivere".

In attesa di conoscere quale sarà il futuro Rosi riesamina il passato recente: "Finora è stata una stagione strana e c'è voglia di tornare in campo e di riprenderci tutto quello che abbiamo perso per strada, per dimostrare prima di tutto a noi stessi che possiamo fare meglio di quanto fatto finora. Già contro la corazzata Benevento avevamo fatto bene, al di là della sconfitta, poi finalmente era arrivata la vittoria contro la Salernitana in un'atmosfera surreale (nel 'Curi' a porte chiuse quando l'emergenza coronavirus era appena all'inizio, ndr). Se il campionato riprenderà dovremo giocare dieci partite al massimo e il nostro primo obiettivo deve essere la salvezza, il resto si vedrà passo dopo passo".

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Il capitano non scorda dunque il periodo nero che aveva portato il Perugia a perdere cinque gare di fila: "Per utta la stagione siamo stati altalentanti e ci è mancato sempre uno per fare trentuno, come ad esempio in casa contro il Cittadella dopo la vittoria di Crotone. Le cinque sconfitte poi ci hanno tolto sicurezza perché è il risultato che crea entusiasmo". Una crisi che hgià prima del ritiro di Cascia ha portato anche i 'big' della rosa a mettersi tutti in discussione e ad accettare qualche esclusione: "Ogni giocatore vuole sempre giocare, ma quando ci sono tante gare ravvicinate c'è un grande dispendio di energie nervose e tutti, anche io da capitano, dobbiamo accettare le scelte del mister. L'esempio si può dare anche dalla panchina, anzi io sono persino più teso e carico in panchina rispetto a quando scendo in campo". 

Rosi parla poi delle differenze tra Massimo Oddo e il suo successore Serse Cosmi: "Oddo come tecnico è giovane e come tutti i giovani ha margini di miglioramento, ma vanta già un bel bagaglio di esperienza già in A e in B dove ha vinto il camponato col Pescara: è una brava persona e farà carriera. Qui a Perugia ha pagato anche qualche assenza di troppo e penso agli infortuni di Angella e Di Chiara. Cosmi? È una persona molto intelligente e con esperienza enorme: da lui c'è solo da imparare". E tra le cose che il capitano sta imparando c'è un nuovo modo di stare in campo, trasformato da terzino a centrale di difesa: "Fino all'anno scorso non avrei mai pensato di abbandonare fascia, ma fare il terzo lì dietro mi piace: si toccano tanti palloni, si sta sempre sull'avversario e credo che questo ruolo mi allungherà la carriera. Dietro o sulla fascia comunque non importa, sono a disposizione del mister e della squadra".

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E da gennaio, in questa squadra, c'è un amico in più come Leandro Greco, regista cresciuto con lui nelle giovanili della Roma: "Lo conosco da compagno ma anche da avversario, avendolo affrontato spesso. Ho spinto molto per il suo arrivo, perché ha esperienza e un giocatore così fa sempre comodo un un gruppo. È un ragazzo per bene come me e come tanti altri, da allenatore lo vorrei sempre. A Cosenza era ai margini ma è venuto qui motivato, per cogliere opportunità concessagli dal Grifo e cercare di sfruttarla al meglio". 

#noistiamoacasa più uniti che mai ❤️.. #amore #famiglia #family

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