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Venerdì, 14 Giugno 2024
Calcio

Calcio, Serie D Girone E: le parole di Gabrio Pernici, dirigente del Città di Castello

All'indomani del pareggio interno con la Sangiovannese, filtra ottimismo in casa tifernate

Il pareggio conquistato dal Città di Castello nel match casalingo con la Sangiovannese non cambia obiettivi e possibilità di salvezza del club umbro, quando ormai mancano appena tre partite al termine della regular season.

La buona prestazione e, soprattutto, la determinazione della squadra nel cercare il gol che avrebbe portato al successo il Città di Castello, sono quanto di meglio si può ottenere in questa fase complessa del campionato, anche se per la salvezza diretta è necessario trovare la via per tornare a vincere: "dobbiamo cercar di essere positivi - afferma il dirigente addetto all'arbitro Gabrio Pernici -, anche se non è semplice : i margini si restringono, però la forte determinazione dei ragazzi nel cercare il risultato pieno in qualche modo ci conforta, nell'ottica dello sprint finale. Abbiamo bisogno di un colpo d'ala, che abbia il potere di sparigliare un po' le carte: Calderini e Gorini torneranno disponibili, con tutta probabilità pure Tersini che ha accusato alla vigilia un piccolo problema che lo ha reso di fatto inutilizzabile con i toscani. Insomma, ce la giocheremo ad organico quasi pieno (per Brunetti speranze pressoché nulle di recupero, ndr) sin da Orvieto?".

La prossima gara, infatti, vede il Città di Castello impegnato sul difficile campo dell'Orvietana fresca dell'ultimo successo e, soprattutto, spinta da un allenatore molto esperto di salvezze e imprese, che il club e la città conoscono molto bene, forse meglio di chiunque altro: "un amico anzitutto - continua Pernici -, ci saluteremo con calore prima, poi battaglia senza quartiere, come è d'obbligo che sia".

Tornando al match di ieri con la Sangiovannese, il club tifernate sembra non abbia condiviso la scelta dell'arbitro sul rigore che ha concesso agli ospiti di pareggiare i conti; a tal proposito, Gabrio Pernici esprime il suo pensiero: "non entro nel merito specifico, più in generale però mi corre l'obbligo di evidenziare una gestione complessiva del direttore di gara, specie nella distribuzione dei cartellini, che mi è piaciuta poco. Ma non pensiamoci più e diamoci dentro con rinnovato impegno: i ragazzi alla fine erano piuttosto arrabbiati e vogliosi di riscatto pieno immediato. Niente rassegnazione, insomma: buon segno".

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