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Spal-Perugia 1-2, le pagelle: Chichizola “abbraccia” il rigore, per Curado un pomeriggio da bomber

I giudizi sui biancorossi di Alvini dopo la vittoria al 'Mazza' di Ferrara: Segre incursore, Burrai imposta e Falzerano macina chilometri

I giudizi sul Perugia di Massimiliano Alvini dopo la vittoria al 'Mazza' di Ferrara contro la Spal nell'11ª giornata di campionato, che ha consentito al Grifo di ripartire dopo il ko al Curi contro la Reggina nel turno infrasettimanale.

CHICHIZOLA 7 - Magari sarà stato leggermente indeciso all’’11 sul cross di Crociata impattato di testa da Melchiorri, magari dà ogni tanto l’impressione di voler dimostrare (troppo) di essere un genio anche coi piedi (60’ passaggio da fondo campo direttamente a Colombo), ma al dunque ha parato, anzi “abbracciato” il destro di Mancosu dal dischetto. E se il calcio è episodi questo ha deciso probabilmente la partita.

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ROSI 6 - Per quel che vale il nostro parere, i rigori erano tutti e due generosi. Ma mentre Rosi ha sicuramente subito fallo da Melchiorri e non viceversa, il tamponamento subito in area che ha timbrato la partita, c’è stato indubbiamente, anche se veniale. Alla resa dei conti, dopo le distrazioni iniziali su Melchiorri (lasciato solo a colpire, di sinistro e di testa all’11’, nel giro di venti secondi), gioca una partita di grande attenzione.

ANGELLA 6,5 - Scavalcato dal cross di Mora, esattamente come con quello di Bellomo e rete di Mancosu che replica quella di Galabinov. Ma il buco è alle sue spalle. Non si scompone mai, anche se in due-tre occasioni si fa beccare in contropiede a campo aperto. Una volta ci scappa il rigore, un’altra il gol del 2-1 spallino annullato per un fuorigioco millimetrico.

CURADO 7 - A voler cercare il pelo nell’uovo si potrebbero trovare un paio di interventi troppo morbidi su Colombo, lasciato troppo solo di partire in contropiede e di soffiargli la palla lungo la linea di fondo (35’, 40’, 52’). Dettagli. Su tutto si impone il gran gol di testa, una “sgrullata” da bomber che sblocca la partita e la indirizza sullo sfruttamento degli spazi in contropiede. Ci prova anche all’82’ ma la conclusione finisce alta.

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FALZERANO 7 - Macina chilometri a destra e sinistra, sterza, recupera palloni, crossa basso e alto all’occorrenza. Al 42’ manda in gol Segre che sbaglia a porta vuota, poi ci riprova con Matos. Forse il suo adattamento ruolo è quasi completo, da considerare comunque la migliore idea tecnica di Alvini.

SEGRE 7 - Più libero nel centrocampo a tre diventa il principale incursore: a destra, a sinistra, al centro. E persino con perentori stacchi di testa. Al 25’ la sua torre di testa per Murano è un assist al bacio, al 42’ va in scivolata sul cross basso di Falzerano ma fallisce il gol a due metri dalla riga bianca. Quantità e qualità per 96’.

BURRAI 7 - Alvini sceglie stavolta di non marcare il regista avversario e magicamente anche Burrai si trova libero di impostare con relativa tranquillità. Bene anche nei calci da fermo, compreso il corner dal quale esce la zuccata di Curado.

SANTORO 6 - Costretto a ripiegamenti continui su Crociata, disputa un primo tempo di grande sofferenza lasciandogli solo un tiro-cross (5’: palo abbastanza occasionale). Qualche secondo prima del doppio fischio ha l’occasionissima (46’), recapitata sulla sua testa da un cross di Rosi, messa alta a porta vuota.

LISI 6 - Si sacrifica in copertura e quando parte in solitaria ha difficoltà a trovare compagni nei pressi. Trova il momento giusto, però, per mandare in gol Murano (17’) son un filtrante ad hoc.

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MATOS 6,5 - Lotta su tutti i palloni svariando per il campo, sempre in agguato tra la linea di centrocampo e la difesa ferrarese, sempre offrendosi smarcato ai compagni. Al 72’ pesca De Luca in area con un assist perfetto.

MURANO 6 - Anche lui mette muscoli e fiato al servizio della squadra cercando pertugi tra i due centrali. Lo trova magicamente al 17’, ma poi spara sulla pancia di Seculin.

DE LUCA 6,5 - Mezzo voto in più per la freddezza dal dischetto. In generale potremmo dire che ha addosso la frenesia tipica dell’attaccante che vede la porta ma non la mette dentro. In mezzora si smarca due volte sul centrodestra in contropiede: nella prima (68’) si fa rimontare perdendo un tempo di gioco per liberare il destro, nella seconda (79’) riesce a tirare un piattone che non gira nel senso giusto e finisce a lato. Partecipa attivamente all’azione del rigore, addomesticando un filtrante in area di Ferrarini per l’accorrente Rosi.

KOUAN 6 - Entra per fare legna nel mezzo e cercare il colpaccio in ripartenza. Due delle sue specialità preferite. Fallisce però il colpo del ko (75’) con un tiraccio alto di testa, gemello di quello di Santoro, quando avrebbe potuto persino stoppare e metterla dentro indisturbato.

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FERRARINI 6 - Fa valere la sua freschezza atletica lungo la fascia destra. Consegna a Kouan una palla d'oro solo da mettere dentro (75') e avvia l’azione del rigore.

SGARBI sv - Dieci minuti a sinistra, senza tremare.

VANBALEGHEM sv - È il “conservatore” che usa Alvini. Entra quando c’è da fare filtro e reggere l’urto degli ultimi assalti..

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