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Sabato, 21 Maggio 2022
Calcio

GRIFONERIE La metamorfosi di un Perugia bello a metà e le soluzioni per l’attacco

L'analisi dopo la sconfitta incassata dal Grifo contro la Reggina al Curi nel turno infrasettimanale di Serie B: una 'buona' e una 'cattiva' notizia per il tecnico Alvini

Ci sono due notizie, una buona e una cattiva. Come nelle migliori barzellette. La buona, è che nonostante la sconfitta il Perugia è nei playoff, cioè in una posizione non messa nel mirino a inizio stagione. Né dalla società, né tantomeno dai tifosi, prova ne siano gli applausi arrivati dopo il 90’ per una prestazione non eccezionale, ma sicuramente migliore (tecnicamente) di quelle con Brescia e Lecce che avevano fatto gonfiare i muscoli indebitamente a chi non ha in tasca la lente di ingrandimento per interpretare il calcio.

La cattiva notizia (infatti) è che il Perugia è ad un solo punto sopra i playout, anche se, ancora e per fortuna a ben 7 lunghezze dalla retrocessione diretta in Lega Pro.

Questi i parametri che vanno tenuti ben presenti in capo ad una partita dove la Reggina non ha comandato un bel niente, anzi a centrocampo è stata spesso sovrastata dal tandem Ghion-Segre. Ma ha solo avuto la freddezza di capitalizzare due palle-gol con Bellomo e Galabinov, cioè attaccanti abituare a metterla dentro. Specialmente il bomber bulgaro che è arrivato quota 105 nei campionati professionistici. Le due palle-gol del Grifo, invece, le ha avute Matos e, onestamente, non ha avuto granché fortuna, specialmente nel tiro dal limite deviato di una inezia da Stavropulos.

Perugia-Reggina 0-2, le pagelle: Segre e Ghion in palla, ma stavolta tradisce la difesa

Per il resto, pur non avendo visto un “catenaccio aggressivo” come col Brescia e col Lecce (i movimenti a rientrare di Bellomo, che evitava Ferrarini per andare a cercare Ghion nel mezzo hanno creato un po’ di scompiglio nella Maginot di Alvini) non è che la Reggina abbia avuto altre chanches, tanto che Chichizola è rimasto spesso a guardare.

Tutto ciò premesso occorre approfondire il discorso sugli attaccanti. È vero, come più volte sottolineato, che De Luca e Matos non sono due bomber (tantomeno Murano e Carretta o il “disperso” Bianchimano) e diciamo che il loro curriculum è imparagonabile se messo accanto a quello di Galabinov. Ma vogliamo parlare degli altri capocannonieri del campionato? Lapadula e Dionisi sono sulla falsariga di Galabinov, cioè vecchie conoscenze che arrivano calcisticamente da molto lontano (e hanno ingaggi importanti). Poi ci sono i giovani, in arrivo dalle giovanili di club di serie A: Mulattieri (primavera Inter), Colombo (Milan), Lucca (Torino), Gori (Fiorentina) e Okwonkwo (Bologna). Vogliamo dire che queste squadre hanno azzeccato i profili giusti, mentre Matos e De Luca non sono pronti sul pezzo per dare il loro contributo? Può darsi. Ma dare giudizi definitivi dopo 10 giornate sarebbe un errore madornale. In un senso o nell’altro.

Perugia-Reggina 0-2, Alvini: "Il Grifo del primo tempo mi è piaciuto molto"

Aspettando quantomeno la sosta di Natale sarà bene che Alvini e il suo staff pensino a migliorare gli inserimenti in zona gol dei centrocampisti. Più gente entra in area, più è facile trovare il gol. Si tratta di un semplice calcolo delle probabilità. Ed oltre ad un Kouan più presente dentro i sedici metri abbiamo visto con piacere il segnale lanciato da Segre, quattro volte al tiro con la Reggina. Restano da migliorare le palle inattive. Sia il modo di calciarle, sia qualche schema apposito per favorire i colpitori di testa, specialmente i difensori come Dell’Orco che ha un’ottima scelta di tempo. Per il calcio diretto, visti gli esiti con Vanbalegem a Lecce e Lisi giovedì sera, si tornerà a Burrai. Sperando che rispolveri il suo destro che in passato ha fatto male a parecchi avversari.

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