Domenica, 14 Luglio 2024
Calcio

GRIFONERIE - Castori come Alvini cercherà gli spazi perduti puntando sull’aggressività

Giannitti dovrà pescare sul mercato la qualità che è mancata quest’anno. Ormai anche Guardiola e Klopp giocano a buttare la palla avanti il prima possibile. Però Ancelotti li mette tutti nel sacco…

Giovedì scorso Fabrizio Castori ha fatto uno show di 47’ netti, dimostrando, ove ce ne fosse ancora bisogno, di masticare molto calcio e poco calcese ( e speriamo vivamente che dalla sua bocca non escano mai termini come “i quinti” o gli “intermedi”. Quanto all’odiosissimo gioco da dietro, almeno a parole, dovrebbe averlo già bello che sepolto). Di saper ri-raccontare aneddoti già risaputi, per la gioia di noi cronisti in cerca di un titolo e, se l’occhio non si è ingannato, di soffrire un po’ la giacca d’ordinanza, vissuta come un cilicio. Più volte s’è rimboccato le maniche in cerca di una via d’uscita e se fossimo stati in un film, probabilmente, si sarebbe alzato ed avrebbe tolto giacca, camicia e pantaloni in un colpo solo, come Clark Kent dentro la cabina del telefono, mostrando di avere a pelle la tuta di ordinanza. Ma questi sono solo dettagli di colore. Castori ha parlato molto di calcio, del suo calcio, da vero affabulatore. Il vecchio lupo maceratese (possiamo permetterci questa definizione, essendo coetaneo e pure per metà corregionale) ha avuto vita facile parlando del Carpi, del suo Carpi che andava mille all’ora e ribaltava le azioni in pochi secondi. Valga per tutti il gol dell’1-1 di Lasagna contro l ‘Inter, a San Siro: tre passaggi in verticale, 10 secondi in tutto da porta a porta. Avesse potuto, Castori avrebbe fatto scorrere le immagini alle sue spalle, tipo: questo è il mio manifesto, il mio calcio.

Qual è il rovescio della medaglia? Che si fa presto a dire che occorre andare prima possibile dalla parte opposta del campo, verso la porta avversaria. Ormai lo predica pure Guardiola, pure Klopp che aggiunge a questo anche il suo “gegenpressing” (traduzione dal tedesco: “immediata pressione sul portatore di palla avversario non appena si è perso il pallone”. Ma Gasperini l’ha fatto prima di tutti senza dargli in nome preciso…). E infatti, se si scontrano Pepp e Klopp vince chi è più veloce a ribaltare, chi ha più precisione nei piedi, più forza nei passaggi rasoterra e verticali.

Cioè, come diceva Nils Liedholm: se due squadre fanno lo stesso gioco vince chi è più bravo tecnicamente.

Prova ne sia che, alla faccia di tutti i dettagli, i numeri, le percentuali e le mode, la Champions l’ha rivinta Carletto Ancelotti, che al gioco di Klopp non c’è stato, l’ha aspettato, ha chiuso gli spazi a tutti gli attaccanti piccoli e veloci del Liverpool e poi ha fatto gol in contropiede, nella metà campo opposta, libera da avversari un po’ troppo scomposti in avanti.

Naturalmente succedono anche piccoli “miracoli” all’incontrario. Il Perugia di Camplone nel 2014-2015 andò a Carpi per sfidare in campo aperto la squadra di Castori e ne prese 4. E alla domanda sul perché non abbia tenuto la squadra bloccata dietro per non dare campo al Carpi, Camplone rispose seraficamene “noi giochiamo in quel modo e non cambiamo mai in base agli avversari”. Appunto.

Qual è la morale da applicare al Perugia? Che il gioco predicato da Castori non è dissimile da quello di Alvini e quando gli avversari, soprattutto al Curi, si chiudono, gli spazi non ci sono. Allora, forse, bisogna girare un po’ la palla per trovarli oppure pressare alto come spesso faceva il Perugia (gegenpressing), salvo sprecare tutto, decine e decine di ripartenze, perché i piedi quest’anno erano quelli che erano (pensate solo a Kouan trequartista…). Cioè molto poco disabituati a dare palloni “dentro”, forti, veloci e precisi. Castori avrà al Curi, presumibilmente gli stessi ostacoli trovati da Alvini. A meno di non avere Milan Djuric, vero regista e catalizzatore di palloni nella Salernitana che ha vinto la B ed in quella che si è appena salvata. Ma questi, come si dice, saranno problemi di Giannitti, che conosce la B, la C e anche la D. Per dire: se non vogliamo citare Bagni, anche Lasagna veniva dalla D. Il tempo per operare bene sul mercato c’è. Auguri.

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