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Martedì, 17 Maggio 2022
Calcio

GRIFONERIE Al Perugia non mancano (solo) i bomber ma giocatori che sanno fare gol

L'analisi dopo la sconfitta incassata dal Grifo al Curi contro il Pordenone e in vista degli ultimi giorni di calciomercato

claudio sampaolo-2Quando ci si affaccia sugli ultimi giorni del calciomercato la sensazione degli ottimisti è sempre quella che (prima o poi) possa accadere qualcosa di importante, di clamoroso. I realisti, invece, non si aspettano niente. Al massimo qualche scambio o qualche acquisto di secondo piano. Vale per la serie A (Vlahovic è l’unico che sposterà milioni di euro e cambierà volto al suo nuovo club, qualunque esso sia) ed a maggior ragione per la B, dove ormai si definiscono tutti “colpi”, anche acquisti di calciatori che non giocano da mesi, che sono reduci da infortuni o che al massimo hanno messo insieme qualche minuto qua e là.

Succederà così anche a Perugia, dunque, non per cattiva gestione della società o per mancanza di idee, ma proprio perché di calciatori in grado di cambiare lo stato delle cose a gennaio ce ne sono ben pochi.

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Certo, ci si potrebbe chiedere perché dal settore giovanile non emerge più nessuno da anni e quando spunta finisce regolarmente in panchina (Righetti) oppure perché la “pesca” nelle serie inferiori è sempre infruttuosa, ma il discorso ci porterebbe molto lontano e riguarda, anche qui, non solo il Perugia, ma quasi tutti i club, escluse l’Atalanta e forse l’Empoli, che hanno occhi e orecchie in tutte le regioni italiane.

Tutto ciò assodato, di cosa avrebbe bisogno il Perugia? La voce comune direbbe di due attaccanti e, almeno numericamente, questo è certamente vero. Ma davvero il “buco” è solo lì, avendo segnato appena 21 reti (quintultima della categoria)? Evidentemente no. Pur avendo portato in gol dieci diversi marcatori, alla gran parte dei Grifoni manca del tutto l’istinto del  killer. Nessuno vede la porta, nemmeno quando la si può inquadrare bene e senza avversari davanti.  

Se facciamo mente locale alla partita col Pordenone, giocata male, in modo svogliato, non possiamo non ricordare il gol sbagliato da Lisi dopo 7 minuti. Solo in area, con la porta sguarnita e senza marcatori nei pressi. Lisi non è nuovo a questi errori. Ricordiamo, a titolo d’esempio, i gol falliti in maniera identica a Pisa (dopo 3’) e pure nell’amichevole di Empoli. Lisi è un centrocampista esterno, un po’ ala e un po’ terzino che nella sua lunga carriera, tra A e B, ha segnato appena 6 reti.

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Identico percorso hanno fatto Falzerano e Segre (7), Burrai (5) e Murgia (3), mentre Santoro, Ghion e Ferrarini, più giovani, sono ancora a quota zero. Gira e rigira, parlando di centrocampisti, l’unico che “vede” la porta è Kouan (13 reti col Perugia, 9 in B), ma sappiamo benissimo che la costanza di rendimento e la tecnica di base non sono le sue doti migliori.

Il centrocampista con le migliori prospettive è certamente Segre, ma è un altro che si perde in fase conclusiva perché è dotato, direbbe Ramaccioni, del “ tiro dello 0-0”. Basterà ricordare le due occasioni sballate nel derby (la seconda al 95’ sarebbe stata decisiva) ed i tre tiri in porta col Pordenone, tutti da posizione centrale, tutti senza avversari nei pressi. Ovviamente due sono finiti fuori, uno, fiacco e senza pretese, l’ha intercettato il portiere friulano. Qualcosa del genere è successo anche a Ghion, all’ultimo secondo del recupero, con un destro troppo lento e debole per potersi infilare alle spalle di Perisan.

Se guardiamo ai difensori la situazione è nettamente migliore, perché hanno segnato Rosi (2), Curado, Sgarbi e Zanandrea. Non tantissimo, ma nemmeno poco.

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Resta l’attacco, dove, come è stato rilevato più volte, il Perugia ha provato a rilanciare con due scommesse: Matos e De Luca. Buoni giocatori, uno onesto mestierante, l’altro un giovane promettente che ha tecnica di base e movimenti giusti per un centravanti. Ma non hanno mai giocato titolari in serie B e scontano la disabitudine, hanno cali di concentrazione ed anche loro, al pari di altri, non hanno ancora maturato (e chissà se mai succederà) l’istinto del gol. Un attaccante quando vede la porta, anche un angolino, tira. Loro di solito la passano. E non ci siamo proprio. 

Dietro, partiti Bianchimano e Murano, resta solo Carretta, che di reti in B ne ha fatte 18 in quasi 130 partite. Per cui, rispondendo alla domanda iniziale (cosa serve a questo Perugia?) potremmo rispondere semplicemente qualcuno che sappia fare gol, possibilmente un centrocampista che abbia anche il dono di vedere i compagni negli spazi e mandarli in porta. Diciamo uno come Verre, che è irraggiungibile, ma il modello è quello.

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