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GRIFONERIE Alvini se la gioca alla Bisoli, ma la colpa è di un calendario folle

L'analisi di Claudio Sampaolo dopo il successo del Perugia al Curi contro il Vicenza nell'anticipo della 16ª giornata

IMG_20211102_090216-3Un centrocampista difensivo (Vanbaleghem) al posto del centravanti, e che centravanti... un terzino (Righetti) al posto di un esterno offensivo (Lisi). Alvini è davvero un trasformista? Fa una cosa alla Castori, alla Bisoli, se vogliamo alla Allegri, rinnegando il Maestro Gasp?

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Può darsi che sia così, ma ribaltiamo la situazione e partiamo dal calendario folle di questo nostro calcio, non prima di aver ricordato che anche Gasp, quando stava vincendo 1-0 in casa della Juve ha messo Palomino (difensore) al posto di Zappacosta (ala pura), ha schierato la difesa a 5 ed ha chiesto a De Roon, che notoriamente ha un piede un po’ pesante, di marcare da vicino Dybala. Portando a casa un successo d’oro. Ma torniamo al calendario, che in questo caso lega tutti i discorsi. Vi sembra normale che una squadra faccia tre partite in sei giorni, in serie B? Passi per i grandi club che hanno le Coppe, ma pure rose spropositate, ma la serie B? Perché Sky e DAZN hanno allestito un calendario cervellotico e tutti hanno accettato obtorto collo?

Davvero alle squadre di B basta avere 6-7 milioni di euro a testa per arrendersi così, giocare ad orari impossibili, avere stadi vuoti? Alvini nel dopo-partita ha detto, per l’ennesima volta, che vorrebbe vedere un Curi con molta più gente. Probabilmente ha ragione, ma il difetto sta a monte. E questo al di là delle condizioni del Curi. Noi non diciamo che Santopadre e gli altri debbano litigare con i due network, ma farli ragionare sì.

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Dislocare su più giorni le partite è già un errore. Va bene per la serie A, visto che ci sono grandi club con milioni di tifosi e c’è la necessità di evitare la contemporaneità (questo turno, per dire, ha visto Milan, Napoli e Inter giocare alle 15, alle 18 e alle 20,45 in rapida successione: una gran bella scorpacciata), ma la serie B? Chi, tra gli abbonati di ogni singola città e ogni singolo club protesterebbe perché, magari, giocano tutti il sabato alle 14? Uno si guarda il match che gli interessa e gli altri li trova lì, in streaming, per vederseli quando vuole. Difficile? Il rovescio della medaglia sta nel fatto che le Tv, che dovrebbero offrire anche uno spettacolo, presentano partite molto tristi, con poca gente sulle tribune ed una mancanza di atmosfera, di ambiente, che deprime. Davvero Sky e DAZN sono convinti che questo calcio da semi lockdown non porterà, prima o poi, ad un allontanamento degli abbonati? Perché una partita brutta tecnicamente ma disputata in uno stadio pieno e ribollente di tifo (ovunque in Inghilterra, per esempio) diventa bella? Su questo occorrerà riflettere.

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Quanto all’incipit sui cambi di Alvini, ci pare di aver risposto. Aveva una squadra stanchissima, tornata da Pisa nella nottata di martedì, che presumibilmente non ha avuto tempo nemmeno di  recuperare il 10 per cento delle forze spese a Pisa. Poi, è ovvio, l’allenatore che è in tutti noi avrebbe messo Murano al posto di De Luca, oppure per Matos, ma molto prima. Ma sono dettagli che non cambiano la sostanza: tre punti in saccoccia e metà salvezza conquistata.

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