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Sabato, 18 Maggio 2024
Calcio Pian di Massiano

Calcio, il Perugia presenta Francesco Baldini: "Scelta compiuta a prescindere dalla categoria"

Il nuovo allenatore biancorosso ha spiegato quali sono le sue idee di gioco e non solo: "Voglio gente con senso di appartenenza". Presente anche il dirigente Jacopo Giugliarelli

Sul campo dimostra di andare di corsa, all'esterno anche. Francesco Baldini è da quando ha iniziato ad allenare l'uomo delle scelte cosiddette "a scatola chiusa": ne sono un chiaro esempio le esperienze di Catania, con la squadra rossazzurra radiata a campionato in corso a tre turni dalla fine, e Trapani, con i granata che avevano persino rischiato l'iscrizione (l'annata si concluderà con il fallimento dei siciliani). Anche quella che si prepara ad affrontare non sarà molto diversa: il Perugia non sa ancora se giocherà in serie B o C e questa situazione di stallo è destinata a perdurare ancora a lungo. Malgrado tutto il neo tecnico biancorosso è felice e carico di tornare in una società dove era stato da calciatore soltanto per un breve periodo (stagione 2006/07, 23 presenze e 2 gol) ma in cui si era trovato molto bene. 

"Io ed il Perugia ci siamo scelti - ha così esordito Baldini - sin dalla prima semplice telefonata, volendo questo ambiente che ho conosciuto troppo tardi dato che al tempo ero un ex giocatore. Ero al Genoa quando Preziosi me lo propose e non ci pensai per nulla. E' un piacere ritrovare gente importante come Luchini".

Presente anche il dirigente Jacopo Giugliarelli, che ha così motivato l'arrivo dell'allenatore massese: "Abbiamo scelto Francesco per qualità umane e tecniche, perché conosce l'ambiente e perchè porta uno staff all'avanguardia".

Un tecnico dalle idee imprescindibili

L'identità che Baldini vorrà dare alla sua squadra non può che passare "dall'attaccamento, che è la cosa più importante. Le scelte che verranno fatte in questo periodo partiranno da questo. Poi c'è l'idea di calcio: amo dominare le partite, rubare la palla prima possibile agli avversari e tenerla in più possibile. Voglio dare un'identità costruttiva e non distruttiva".

L'incertezza sul campionato da disputare deve essere messa da parte il più possibile: "Il mio primo compito è stato quello di cambiare la faccia dei ragazzi, soprattutto quelli presenti lo scorso anno. Sarà un compito importante perché è vero che saranno decisivi i risultati ma non meno importante è il modo di proporre calcio. Devo cercare di vincere e costruire qualcosa a livello calcistico. Ci deve essere una componente di divertimento nell'allenamento. Chi vuole rimanere a Perugia deve essere adatto a questo gioco, chi ha dubbi giusto percorra la sua strada".

Sulle priorità stagionali: "In passato è stata costruita una rosa per un certo modulo. Nel momento in cui ci siamo incontrati mi è stato chiesto il modulo che sento più mio. Non mi spaventa questo compito. A me interessa svolgerlo intanto per quelli che vogliono rimanere fare capire che si può rinascere e tornare protagonisti. I giovani? Alcuni sono davvero interessanti. Mi ero preso del tempo per capire chi voleva restare e ci è servito. Abbiamo delle idee sia per la B che per la C".

Questi gli obbiettivi personali e di squadra: "Sono un amante del campo, come se fosse la donna più bella del mondo. Sto facendo una gavetta importante. Ogni esonero è una mazzata sui denti che ti fa migliorare. Ho accettato il Perugia senza fare distinzione di categoria. Se fosse serie B sarebbe una soddisfazione per tutti ma aumenterebbe la voglia di fare bene. Ci sono tutte le premesse per cercare di ottenere il massimo".

Sulle ultime cessioni Baldini è lapidario: "Io voglio gente pronta a morire per il Perugia, le trattative le fanno altri".

Con Santopadre un rapporto tutto da scoprire: "Non è tanto che l'ho conosciuto. Mi piacciono le persone schiette. Sono sicuro che magari discuteremo ma ho la certezza di essere di fronte una persona vera. Ho bisogno di queste situazioni perché amo il confronto".

Il primo arrivo è un giovane di belle speranze, il diciannovenne Andrea Bozzolan: "Le idee sono molto chiare. È logico che sia più facile convincere il giovane appena diventato campione europeo di venire, gli altri aspettano la categoria. Ho le idee chiare su tutti i giocatori che dobbiamo prendere. Sono molto sereno sotto questo questo punto di vista".

Infine le amichevoli da disputare nel ritiro di Pieve Di Santo Stefano: "Ho già consegnato la lista dei giorni di allenamento e di amichevoli. La prima è il 3, la seconda il 6". 

Un dirigente giovane ma dalle idee ben chiare

Giugliarelli è stato insignito del ruolo di direttore sportivo "in pectore" dato che è sprovvisto di patentino, ma dimostra di sapere eccome di calcio. Ecco le priorità in un mercato che si preannuncia più che mai complicato: "Le scelte deriveranno dal sistema di gioco. I ruoli? Si parte dal play per arrivare ai laterali bassi e agli esterni d'attacco. La mancanza è opportunità perché la rosa è al completo per l'allenamento e perché i giovani possono giocarsi le sue possibilità e farsi conoscere. È ovvio che da qui a fine mercato andremo ad intervenire".

Sugli obbiettivi personali e di squadra: "Vengo da un altro percorso che è il settore giovanile. Ritengo sia giusto porsi obbiettivi giornalieri indipendentemente dalla categoria. È bene non fare proclami e non prevedere. Tireremo la linea a giugno e vedremo cosa saremo riusciti a fare".

Sulle rescissioni di Casasola e Sgarbi, che hanno colto di sorpresa un po' tutti, Giugliarelli commenta con decisione: "Filippo riteneva concluso il proprio percorso a Perugia. Volevamo dare un segnale chiaro alla squadra e a loro stessi non forzando alcune situazioni. Tiago invece non era ideale al nostro sistema di gioco e inoltre vi era in lui la volontà di rientrare in Argentina. Non volevamo trascinare a Noi abbiamo bisogno della massima qualità nel lavoro quotidiano".

Sull'arrivo ancora da ufficializzare di Bozzolan: "Andrea ha il giusto potenziale, che già a livello europeo ha già dimostrato. È un giovane, non riversiamo su di lui grandi aspettative. Contano le caratteristiche e non l'età".

Giugliarelli ha poi concluso che "il mercato è una questione di opportunità. Il tipo di scelta è legato ad alcune priorità di cui abbiamo già parlato. Abbiamo individuato dei profili, che dipende dai tempi e dalla categoria in cui militeremo". 

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