Domenica, 21 Luglio 2024
Calcio

LE PAGELLE di Claudio Sampaolo | Troppa regia sui piedi di Chichizola, De Luca fa il tiro al bersaglio sugli avversari

Kouan impresentabile, Segre e Beghetto gli ultimi ad arrendersi

CHICHIZOLA 5,5 – L’errore sul gol è indubbiamente suo, perché quando sbaglia l’allungo a Sgarbi tutta la difesa è sbilanciata e non riesce più a difendere su Ciciretti, ben servito da Cerri. Ma se ad un portiere si chiede costantemente di iniziare l’azione della propria squadra, come fosse un giocatore di movimento, un errore rientra statisticamente nel norma. Anzi, considerato che ultimamente Chichizola fa almeno 20-30 lanci/passaggi a partita diciamo che fin qui è pure andata bene. Perché avere un’arma in più col portiere è una ottima cosa, ma considerarlo l’alter ego a Burrai (o Ghion) comporta i suoi rischi.
SGARBI 5,5 – Due tiri e un gol per il Como e i difensori in questo caso dovrebbero essere tutti sufficienti per postulato. Ma nell’azione incriminata è lui che chiama la palla a Chichizola e poi la aspetta senza coprirla, facendosela scippare dall’anticipo di Nardi, in una zona rossa. Mette alto di testa su angolo (39’) un pallone d’oro.
CURADO 6 – Idem come sopra. Due appunti sul notes: al 27’ una sua scivolata in area libera Lagumina (Chichizola è pronto). Si rifà al 61’ affrontando e bloccando l’attaccante palermitano lanciato dal vento nell’uno contro uno. Al 65’ svetta di testa su angolo di Beghetto. Alto.
ZANANDREA 6 – Non può fare nulla sull’inserimento di Ciciretti. Per il resto combatte e mette il piedone senza paura.
FALZERANO 6 – Sicuramente è il più imprevedibile della compagnia, perché quando abbassa la testa e dà gas non si sa mai se andrà a destra o a sinistra, lungo la linea laterale o in diagonale nel mezzo. Poi, ormai lo sappiamo, non è sempre preciso nell’ultimo passaggio, ma quantomeno crea superiorità, come al 14’, quando una sua iniziativa a fondo campo libera D’Urso per l’assist a De Luca. Bravo anche a difendere sulle incursioni di Ioannou che spesso lo attacca a campo aperto.
GHION 6 - Marca Ciciretti ( ed è… rimarcato) e cerca di fare un po’ di regia con triangolazioni basse molto vicino a Segre e D’Urso. Dal volume di gioco del primo tempo estrae un assist profondo per De Luca (20’) e due tiracci degni di miglior sorte su altrettanti palloni vaganti (10’ e 26’): conclusioni deboli e telefonate. Il compito facile lo sa fare, di più no.
SEGRE 6,5 – Tendenzialmente dovrebbe essere un mediano più difensivo che offensivo, ma siccome all’indole non si comanda, almeno nel primo tempo è bravissimo a riconquistare palloni sulla trequarti, in pressing telecomandato. E’ l’ultimo ad arrendersi anche nel ruolo di terzo difensore, come già contro la Spal, idea alviniana per noi abbastanza incomprensibile.
BEGHETTO 6,5 – Fa tutto bene lungo la sua fascia di proprietà, caricando cross e calci d’angolo sempre ben liftati. Peccato che i suoi compagni non riescano mai ad andare in anticipo sui due centrali comaschi. Calcia sulla barriera una punizione di prima, poi libera il sinistro dai 20 metri e spedisce di poco sulla traversa. Al 63’ manda in porta Kouan che ringrazia e spadella da par suo.
KOUAN 5 – In questo momento è impresentabile. Si salva perché ogni tanto azzecca la lotteria del gol, ma veramente è difficile capire cosa gli sia successo quest’anno. Ha sempre avuto il piede un po’ pesante, ma tirare tre volte dal limite senza centrare la porta, sempre con la visuale libera e senza avversari vicino è una sentenza. Non vede mai il passaggio e bisticcia col pallone anche per le cose più facili. Alvini credi in lui, fino a quando?
D’URSO 6 – E’ il rovescio della medaglia di Kouan. Lui coi piedi ci sa fare, sa mettere la palla dove serve, come nelle due occasioni fabbricate per De Luca (14’ e 30’) e in quella per Kouan (43’). Stupisce il suo cambio in favore dell’ivoriano, nel momento in cui c’erra grande confusione in campo e la sua tecnica sarebbe servita a trovare qualche pertugio rasoterra al posto degli scontati e inutili palloni buttati nel mezzo.
DELUCA 5 - D’accordo, non è fortunato, ammettiamolo. Alla prima occasione (14’) tira due volte nell’area piccola, prima su Solini che gli si sdraia davanti a copro morto poi su Facchin, che respinge di piede. Al 20’ è bravo a girare d’istinto col mancino un assist di Ghion ma Facchin intercetta ancora col piedone accanto al primo palo. Al 30’ un traversone millimetrico di D’’Urso lo pesca oltre Cagnano, ma sbaglia la scelta tecnica chiudendo lento di testa, in controtempo. Avrebbe avuto il tempo anche di stoppare e trovare la porta felicemente. Al 43’ è lestissimo a “pescare” un pallone vagante in mischia, libera un destro da posizione molto angolata e Facchin va di nuovo a parare col piede. Nella ripresa non pervenuto, fatto prigioniero da compagni e avversari non trova mai spazi e intuizioni. La sosta arriva per lui come una benedizione.
OLIVIERI 5,5 – Molto impegno pochi risultati. Si libera al tiro al 71’ ma mira altissimo.

BURRAI 5,5 – Carica cross da ogni dove, encomi abilmente, ma forse avrebbe dovuto far correre la palla lateralmente per aggirare la difesa del Como. Forse.
SANTORO, LISI, GYABUAA- sv

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