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GRIFONERIE Rigori, angoli e punizioni: un bomber da 15 reti a campionato

L'analisi di Claudio Sampaolo dopo la vittoria del Perugia sul campo dell'Ascoli, arrivata grazie a una magia di Lisi su calcio piazzato

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Il gol di Lisi su punizione, al di là dei tre punti (o al di sopra, fate voi) è importante perché disincaglia una statistica ferma da tropo tempo a quota zero, ma soprattutto perché s’inserisce in una analisi sulle palle inattive che, mai come questa volta, vale la pena di approfondire.

L’abbiamo accennato ieri in sede di valutazione sui singoli, ma vale ripeterlo: fare gol su punizione è diventata una specialità sempre più difficile da praticare, anche ai massimi livelli. E non parliamo certo di Maradona, di Zico o di Roby Baggio, per intenderci. Basta guardare la classifica specifica dell’attuale serie A dopo 23 giornate: 3 reti Biraghi (2 in una partita sola), 2 Ibra e Lorenzo Pellegrini. Diciamolo francamente, una miseria.

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E allora, nel momento in cui l’insospettabile Lisi (insospettabile perché finché ha giocato Burrai nessuno s’è mai avvicinato al pallone per provare un calcio diretto a barriera schierata) dipinge un destro perfetto, a giro, che termina in rete bisogna solo applaudire ed essere contenti. Che senso ha dire che ha fatto gol perché la barriera non ha saltato? A parte che dietro ogni rete c’è un errore individuale, altrimenti tutte le partite finirebbero 0-0, non è meglio annotare che Alvini ha un’arma in più da giocarsi sui calci franchi?

Idem per la classifica cannonieri depurata dei gol dal dischetto. È una piccola curiosità statistica, ma non ha nessun senso. De Luca ha fatto 4 su 5 ed ha portato punti in dotazione alla classifica del Grifo. Sì, perché tirare i rigori è una specialità ben precisa e nonostante, immaginiamo, ripetuti addestramenti a fine allenamento, anche nei grandi club spesso i rigoristi falliscono.

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Non vale la pena tornare sui grandi del calcio mondiale (Messi e Ronaldo hanno fallito rigori in partite di finale), basta guardare a quest’anno: il Milan ha sbagliato 3 rigori su 8, Napoli e Inter 3 rigori su 9. L’Atalanta, che è l’Atalanta, negli anni scorsi ha perso punti pesanti anche in big-match decisivi sbagliando dal dischetto e tutt’ora Gasperini non ha a disposizione un rigorista affidabile. Sabato pomeriggio hanno sbagliato Coda e Partipilo, due che hanno solitamente il piede caldo. Insomma, teniamoci Lisi e De Luca e andiamo avanti.

Rigori e punizioni ci consentono di aprire il capitolo delle palle inattive e di parlare di Gianni Vio, un allenatore che negli anni si è specializzato proprio in questo fondamentale, lavorando su schemi e movimenti, anche per corner, punizioni indirette e rimesse laterali, con molte squadre italiane e inglesi e ultimamente nello staff di Mancini in Nazionale.

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Vio ha scritto un libro assai emblematico: “Le palle inattive, un attaccante da 15 reti a campionato”.

Ed ha spiegato: “La percentuale di goal realizzati a seguito di palla inattiva si aggira tra il 30 ed il 40% dei goal complessivi. Si tratta di un dato rilevante che può incidere in maniera notevole sulla prolificità della squadra. In ogni stagione, tra calci di punizione, corner e rimesse laterali in zona di attacco una squadra dispone tra le 10 e le 25 occasioni potenziali a partita.

Ciò significa che in un campionato di 34 giornate ogni squadra il numero totale oscilla tra le 340 e le 850 situazioni potenzialmente sfruttabili. Riuscire ad ottimizzare gli sviluppi su palla inattiva e realizzare anche soltanto 15 reti in più a campionato è un aspetto che può cambiare completamente le prospettive di una stagione”.

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Tutto chiaro? Il Perugia plasmato da Alvini non ha un cannoniere che vince da solo le partite, non ha centrocampisti capaci di far gol sotto misura (tranne Kouan quando ha la luna giusta), ma intanto è andato ben oltre la stima di Vio, avendo segnato da palla inattiva ben 11 reti su 22, che fa il 50% esatto.

Oltre alla punizione di Lisi ed ai 4 rigori di De Luca, vanno infatti conteggiati lo sfruttamento massimale del fallo laterale di Dell’Orco su Kouan a Monza (da lì è arrivato il rigore) e le cinque reti su corner: Sgarbi, Kouan, Rosi, Curado e De Luca. Quota 15, per il bomber virtuale delle palle inattive non è poi così lontana.

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