Domenica, 14 Luglio 2024
Calcio

GRIFONERIE di Claudio Sampaolo | Attacco e centrocampo senza gol: nessuno tira e in pochi entrano in area

La sconfitta, abbastanza immeritata col Benevento ripropone il problema delle polveri bagnate in fase offensiva

claudio sampaolo-2Molto più del “rigorino” concesso da Abbattista, la partita col Benevento fa tornare a galla un vecchio problema che, evidentemente, non è stato risolto: questa squadra segna molto poco, sia in assoluto, sia in relazione alle opportunità create, soprattutto non fanno gol i centrocampisti. Pensavamo che le reti di D’Urso a Cosenza e di Falzerano ad Alessandria potessero rappresentare un embrione di cambiamento, ma evidentemente così non è. Se non si hanno determinate caratteristiche nel dna calcistico, difficilmente si può ovviare. Si possono allenare la concentrazione dei difensori, i movimenti dei centrocampisti e quelli delle punte, ma è quasi impossibile che chi non “vede la porta” improvvisamente cominci a centrarla.

Venendo, appunto, al match di sabato pomeriggio, che cosa abbiamo notato? Che Lisi e Falzerano, così come Matos, probabilmente per ordini di scuderia, sono stati sempre molto larghi, molto lontani dall’area. Lo scopo? Forse dilatare la difesa del Benevento, ma poi, alla resa dei conti, chi si sarebbe dovuto infilare nel mezzo, come fanno, per capirci, i trequartisti dell’Atalanta, Pasalic, Pessina e Malinovsky? L’unico che ha queste caratteristiche è Kouan, il quale, però, sta incappando
in una stagione negativa, sia dal punto di vista tecnico che comportamentale. Poi ci sarebbe D’Urso, che ancora non è entrato appieno nei meccanismi. E ci sarebbero, in rosa, anche Murgia e Gyabuaa, ormai dispersi e non più considerati neppure nel turnover del turnover.

E se invece degli inserimenti alla Giovanni Tedesco, si cercasse il tiro da lontano (vedi Cremonese a Terni)? Peggio che andare di notte. Tra Burrai, Ghion, Segre e Santoro l’unico ad avere un tiro che può far male è il regista sardo, che però, nello scacchiere di Alvini, non è mai preposto ad arrivare fresco al tiro dai sedici metri. Gli altri hanno abbondantemente dimostrato (purtroppo) di avere il tiro dello 0-0. S

abato Santoro ha concluso due volte senza centrare lo specchio, Segre sul primo avversario che egli si è fatto incontro. Morale: tutto è perfettibile e può ben darsi che alla fine qualcosa esca dal cilindro, ma intanto, forse, sarebbe bene che qualcuno giochi vicino a De Luca per supportarlo e per sfruttare le sue giocate. E non parliamo solo di Matos o Olivieri. Perché una cosa è sicura: per vincere (o pareggiare) bisogna fare gol e per fare gol bisogna sia entrare in area che tirare in porta. Sembrerà banale, ma così è.

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