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Foto by Simone Perraro

Foto by Simone Perraro

Sport, pandemia: la Fortebraccio tiene duro e porta avanti gli allenamenti dei suoi 50 agonisti di livello nazionale

Tante difficoltà per lo storico club perugino, forte di due squadre nazionali in serie A e B con la ginnastica ritmica. Obiettivo: mantenere alto l'impatto positivo sulla comunità cittadina

A un anno dall'inizio della pandemia, sono tante le realtà che stanno soffrendo e che non vedono all'orizzonte segni di schiarita. Tra queste, abbiamo voluto approfondire la situazione di una delle società sportive perugine di più lunga tradizione, l’U.S. Fortebraccio, che primeggia a livello nazionale nella ginnastica ritmica e artistica, e che riporta come data di fondazione addirittura il 1890.

L’Asd Fortebraccio conta undici 11 tecnici regolarmente assunti, 400 bambini che frequentano i corsi pomeridiani e 800 tesserati fra adulti e bambini. Una realtà che incide positivamente sul tessuto sociale della nostra città, oltre a tenerne alto il nome nei contesti dello sport agonistico nazionale.

Ne parliamo con il Segretario Generale, Enrica Capponi.

A un anno dall’inizio della pandemia, come sta affrontando la situazione la vostra associazione sportiva?

“Avevamo tante attività, la maggior parte si sono completamente fermate coma la sala pesi e i corsi adulti, che per la nostra associazione erano quelli che economicamente potevano sopperire anche ai corsi per bambini, dove le rette pagate dalle famiglie non coprono i costi. Questa per l’Associazione è stata una brutta batosta”.

Come avete affrontato il difficile primo anno della pandemia?

“Con grandi sforzi abbiamo ripreso le attività in estate impegnando economicamente grandi forze per adeguare le strutture e adattarci a tutti i Dpcm. Poi di punto in bianco abbiamo dovuto chiudere di nuovo... La cosa peggiore è che adesso abbiamo aperto seguendo i protocolli e con grande sforzo per i soli bambini e bambine con certificati agonistici (cioè iscritti a gare livello nazionale) ma possiamo accontentarne solo una cinquantina, a fronte di 400 che frequentano i corsi. Ci troviamo a dover dare continuamente spiegazioni a mamme e bambini. Gli istruttori si stanno comunque impegnando in tanti corsi on line, proprio per non lasciare soli tanti bambini e adulti”.

Come funziona il settore agonistico? Chi può partecipare? “Il settore agonistico comprende una 15 bambine; abbiamo una squadra in serie A e una si Serie B, con ginnaste dagli 8 ai 18 anni. Queste atlete hanno un percorso privilegiato, non hanno mai perso un allenamento, tranne il primo mese di pandemia, nel 2020; partecipano regolarmente a gare nazionali, oltre ad allenarsi con regolarità presso la nostra palestra. Abbiamo anche 15 ragazzi e 15 ragazze nella ginnastica artistica, che prendono parte sempre a gare nazionali e per questo possono continuare ad allenarsi. Per il resto, purtroppo, è tutto fermo: taekwondo, mini volley, scherma… un vero peccato”.

Dal punto di vista economico, come state andando avanti?

“La nostra società è abbastanza grande e si avvale di 11 tecnici regolarmente assunti che possono usufruire della cassa integrazione; ci sono poi una trentina di ragazzi assunti con i contratti sportivi, come previsto da legge e purtroppo per loro il lavoro è fermo, possono solo usufruire di qualche bonus. Anche tenere aperta la struttura è costoso; non abbiamo ricevuto che poche migliaia di euro di ristori, con i quali a mala pena paghiamo le bollette della corrente… va detto che le famiglie degli atleti agonisti stanno dando un grosso contributo, coprendo personalmente le spese di trasferta per le gare, cosa che prima faceva la società. Beneficiamo di qualche piccolo sponsor, che ci aiuta per esempio pagando le divise, ma la situazione è questa. Per il resto, la società è gestita da un Consiglio con un presidente, Mario Valentini, e 20 consiglieri, tutti volontari, che si alternano nei servizi. Ogni 4 anni c’è la rielezione del Consiglio e a marzo ci sarà la prossima, con il rinnovo di tutte le cariche".

Come pensate di andare avanti, con la pandemia che non demorde?

“Cerchiamo di farci venire in mente tante cose, tra cui i corsi on line, che danno anche un segnale di continuità. Per noi è importante continuare a essere non solo un'associazione sportiva ma un riferimento per la città di Perugia; per noi è importante sostenere quello che non possono portare avanti altri. Noi abbiamo una squadra in serie A e questo è importantissimo.

In estate, quando abbiamo i centri estivi sportivi con affluenza di 300-400 bambini nei tre mesi estivi, facciamo un servizio apprezzato dalla comunità.

Non abbiamo mai voluto cambiare questo andamento sociale per un approccio meramente economico, legato alla ricerca di guadagno. Il nostro interesse è quello di mantenere un’alta morale. Per questo, abbiamo rapporti con il Comune, con la gente, cerchiamo di partecipare alla vita della comunità perugina”.

Che cosa è consentito fare in palestra in questo momento, oltre agli allenamenti degli agonisti?

“Il 7 febbraio abbiamo organizzato la prima gara maschile di ginnastica nella nostra struttura con 45 bambini. Abbiamo creato tutto un percorso differenziato e a norma di sicurezza.

Ma per fare queste cose ci vogliono le persone: un plauso ai ragazzi più grandi della società, che hanno contribuito aiutando a disinfettare gli attrezzi, a mantenere le distanze: genitori e bambini si stanno impegnando e continuano a sostenerci. Oltre a questo al momento è tutto fermo”.

Ci auguriamo che l’ASD Fortebraccio, così come altre realtà sportive perugine, che tanto fanno per il benessere dei nostri bambini e della nostra società, possano ricevere il sostegno adeguato in un momento tanto difficile. Ci auguriamo che presto, prestissimo, tutto questo diventi solo un brutto ricordo.

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