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A Spoleto dibattito sulla transizione digitale e le nuove prospettive per l'aging

La città umbra sede dell'incontro di “Italia Comunità Digitale” sulla transizione digitale per includere tutti, anche i cittadini più anziani

La transizione digitale è uno degli eventi più importanti del nostro tempo e interessa ormai tutti gli aspetti della vita di ognuno di noi. 
Per le persone meno giovani però, spesso, la crescente digitalizzazione può rappresentare un ostacolo, con un impatto non indifferente sull'intera società. Basti pensare che nel nostro Paese il differenziale nella diffusione di competenze digitali di base tra giovani (16-24 anni) e anziani (65-74 anni) è del 39,7%, se a questo aggiungiamo che oggi il 24% della popolazione italiana è over 65, ci si rende subito conto di quanto sia centrale il tema dell’aging e del digitale nello scenario dell’immediato futuro. 

La sfida è dunque quella di fare in modo che il digitale diventi un importante supporto per l'invecchiamento e non una barriera difficile da abbattere.

Il digitale per tutti

C'era tutto questo nell'incontro “Italia comunità digitale. Nuove prospettive per l’Aging”, organizzato il 23 maggio all'Albornoz Palace Hotel di Spoleto, evento parte di un ciclo di otto incontri – promossi dalle Associazioni e Consulte territoriali di Fondazioni, in collaborazione con Acri - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio e Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale – pensati per stimolare il dibattito sul tema delle opportunità e dei rischi connessi alla transizione digitale e al ruolo che le Fondazioni di origine bancaria svolgono sui territori.

La società italiana sta vivendo un radicale cambiamento per quanto riguarda la composizione demografica: il Paese sarà abitato da persone sempre più mature e sempre meno da bambini e giovani – ha detto Luigi Carlini, Presidente della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria umbre –. L’invecchiamento è ormai uno dei temi più importanti da conoscere e affrontare. Le Fondazioni di origine bancaria sono già attive da tempo su questo fronte, in particolare per favorire l’invecchiamento attivo, l’assistenza sanitaria e domiciliare e il benessere degli anziani. Anche la transizione digitale può aprire nuove soluzioni in questo ambito.

Proprio per diffondere questa visione e ridurre i rischi di emarginazione connessi al digitale, le Fondazioni di origine bancaria hanno lanciato il Fondo per la Repubblica Digitale: una grande iniziativa nazionale a cui partecipano attivamente anche le 6 Fondazioni di Origine Bancaria dell’Umbria con la finalità di sostenere la transizione”.

Per Giorgio Righetti, direttore generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “In Italia 26 milioni di persone non hanno competenze digitali di base. Si tratta del 54% della popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni, rispetto al 46% della media Ue. Gli effetti di questa situazione sono particolarmente gravi: da una parte, vengono limitati i diritti di cittadinanza di una importante porzione della popolazione, che di fatto si trova in condizione di esclusione rispetto sia a servizi sempre più digitalizzati, che a opportunità di lavoro che progressivamente richiedono maggiori competenze digitali; dall’altra, vengono penalizzati i processi di sviluppo del Paese, che si trova in condizione di penuria di professionalità adeguate ad accompagnarne e supportarne i percorsi di ammodernamento. È per contribuire a contrastare questi effetti negativi e coglierne tutte le opportunità che è nato il Fondo per la Repubblica Digitale, una virtuosa partnership pubblico (Governo) – privato sociale (Fondazioni di origine bancaria), che si prefigge l’obiettivo generale di migliorare le competenze digitali del Paese”.

Gli fa eco Manlio Mariotti, Presidente Regionale Auser Umbria, secondo il quale: “L'alfabetizzazione digitale è una delle grandi scommesse dei tempi moderni. Bisogna imparare ad utilizzare lo strumento digitale per ampliare gli spazi di democrazia, di partecipazione e di inclusione in modo tale che non diventi un nuovo strumento di emarginazione”.

Una collaborazione importante per un futuro più inclusivo 

Il Fondo per la Repubblica Digitale, che è una collaborazione tra pubblico e privato sociale, mette a disposizione 350 milioni di euro – grazie ai versamenti effettuati dalle Fondazioni di origine bancaria – e mira proprio ad aumentare le competenze digitali del Paese per renderlo costantemente al passo con i tempi e per non lasciare indietro nessuno.

Un processo in cui gli incontri di “Italia Comunità Digitale” rivestono un ruolo preminente, coinvolgendo competenze diverse per aiutare tutti a sviluppare abilità utili a districarsi quotidianamente nel mondo digitale in modo da creare un futuro inclusivo.

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