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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Perugia, città ingrata con Riccardo Schnabl, perugino grandissimo e generoso... oggi dimenticato

Era nato per San Lorenzo – il 10 agosto del 1872 – in via del Bufalo, tra via Bonazzi e via della Sapienza, da Leopoldo, ebreo austriaco, e da Elvira Rossi, perugina doc

Riccardo Schnabl Rossi, chi era costui? Dovrebbero ben saperlo – e provare un po’ d’imbarazzo – i perugini che non gli hanno mai dimostrato riconoscenza, malgrado i generosi doni da lui fatti alla città del Grifo. Era nato per San Lorenzo – il 10 agosto del 1872 – in via del Bufalo, tra via Bonazzi e via della Sapienza, da Leopoldo, ebreo austriaco, e da Elvira Rossi, perugina doc.  

Avevano fatto i soldi, gli Schnabl, con un negozio d’ottica sopra al teatro del Pavone, quando si diceva che occorresse proteggere gli occhi dalla luce dell’illuminazione elettrica e di quella a gas. Già orfano di padre in tenera età, a 18 anni restò solo al mondo e, ricco com’era, decise di vivere alla grande viaggiando, frequentando i grandi della letteratura, dell’arte e della musica (lui stesso era buon violinista e compositore).  Già trasferito coi suoi e con l’attività in Argentina (Calle Florida, 240, Buenos Aires), Schnabl fu cittadino del mondo. Visse quasi sempre in albergo, tra Parigi, Vienna, Londra e le principali capitali europee e mondiali.  Acquistò a Monte del Lago la villa (che fece arredare e decorare in stile liberty), poi proprietà Palombaro, dove ospitò a più riprese Giacomo Puccini, attratto dalle prede di caccia del Trasimeno e dalle grazie  femminili perugine, di cui fu irriducibile estimatore.  Nell’elegante complesso, poco sotto la casa della poetessa Vittoria Aganoor e del senatore Guido Pompilj, il ricco uomo d’affari perugino ospitò anche Mascagni e Giordano. Col musicista di Torre del Lago fu in amicizia per un quarto di secolo e giunse a dirigerne il “Trittico”. Schnabl aveva avuto come compagna la splendida ballerina francese Ninon, scomparsa nel 1906. Si era quindi sposato, a Magione e in età matura, con la bella Giulia Lusardi,  figlia del sindaco di Piacenza, morta nel 1917, dopo soli otto mesi di matrimonio. In suo onore, Schnabl volle far costruire la tomba più bella del cimitero monumentale di Perugia, impreziosita dal bassorilievo a grandezza naturale “La raffica”, di Pietro Canonica. Riccardo Schnabl Rossi donò all’università di Palazzo Gallenga – nelle cui potenzialità formative credette convintamente – oltre mille volumi di pregio, conservati in un fondo a suo nome. Al Conservatorio Morlacchi regalò 28 preziose partiture musicali ancora in uso.

In segno di riconoscenza per la città che gli aveva dato i natali, donò al comune di Perugia (podestà Corneli, nel 1938, con atto firmato da Parigi) opere d’arte di notevole valore: dipinti e sculture d’autore. Morì all’improvviso senza lasciare eredi. Liquidi per 1,25 miliardi di dollari giacciono nelle casse di una banca svizzera, tra le tante prede sottratte alle vittime dell’Olocausto. Riccardo Rossi Schnabl morì, all’Hotel Excelsior di Roma, il 13 gennaio 1955. Al funerale non ci fu alcuna rappresentanza del comune di Perugia. L’ignoranza intorno alla sua figura è tale che sulla lapide è sbagliata perfino la data di nascita. E manca il cognome della madre (Rossi), che il personaggio volle sempre utilizzare in orgogliosa memoria dell’origine perugina. Qualche tempo fa, il comune di Perugia mise in vendita la bellissima tomba (richiesta di 250 mila euro), finché ne rivendicarono la proprietà degli eredi di Piacenza, discendenti della moglie, che bloccarono l’operazione giusto in tempo. Giampietro Chiodini ha ricostruito la biografia del grande perugino, mentre Elena Ciaffoloni ne ha studiato particolarmente i rapporti di amicizia e la corrispondenza con Giacomo Puccini.

Nota dolorosa. Il Comune di Perugia ha ricevuto in dono da Schnabl una serie di opere, tra cui due pregiati ritratti di donna (di Cesare Laurenti  e Vincenzo Caprile). Una delibera di giunta valida l’accettazione. Peccato che non siano state mai rispettate le volontà e le condizioni del donatore: prima fra tutte, quella che le opere fossero liberamente visibili dai cittadini. 

Per la precisione: una sculturina di Paolo Troubetzkoy che rappresenta Puccini (esistente in soli 6 esemplari al mondo) è sul tavolo dello studio del sindaco. I due pastelli stanno nell’ufficio del presidente del consiglio comunale. Un busto di donna di splendida fattura (autore Italo Campagnoli) giace, colpevolmente negletto, in un capannone al Pian di Massiano. Andrebbe recuperato ed esposto. 

Povero Schnabl: orfano troppo presto dei genitori e degli affetti. Perfino la città natale, che considerava madre affettuosa, si rivelò spietata matrigna.

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