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Alla Stranieri, la protesta: "Le matricole potranno seguire le lezioni in presenza. Noi costretti a farlo da casa"

Piazza Braccio Fortebraccio, 4 · Centro Storico

Riceviamo e pubblichiamo l'analisi e la protesta di una parte degli studenti dell'Università per Stranieri che non hanno intenzione di restare esclusi dalle lezioni in presenza, mentre le matricole potranno farlo. Una decisione, secondo la loro denuncia, presa senza nessun dialogo con le parti interessate. 

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L’Università per Stranieri di Perugia ha deciso che nel primo semestre del prossimo anno accademico potranno frequentare le lezioni in presenza solo le matricole dei corsi triennali e dei corsi magistrali. Gli/le studenti/sse iscritti/e agli anni successivi dovranno continuare a seguire le lezioni a distanza. La scelta non è stata discussa in Organi quali Senato Accademico, Consiglio di Amministrazione e Consiglio di Dipartimento, dove, il 20/07/2020, il Direttore si è limitato a comunicare le scelte dell’Ateneo profilando lo svolgimento di un’assemblea nel mese di settembre (decisamente troppo tardi) dedicata ai problemi sollevati dagli studenti e dalle studentesse e da alcuni/e docenti. L’assenza di una discussione negli Organi, luoghi deputati al confronto, ha costretto il Collegio dei Rappresentanti a chiedere due incontri alla governance di Ateneo: in ambedue le occasioni gli interlocutori, fra i quali la Rettrice e il Direttore Generale, non hanno dimostrato alcuna apertura nei confronti delle nostre proposte e delle nostre, crediamo legittime, richieste.

Nel terzo incontro, avvenuto il 27 agosto 2020, i Delegati rettorali e il Direttore Generale si sono dimostrati disponibili a venire incontro ad alcune delle nostre richieste, indicando la possibilità di svolgere in presenza il 50% degli insegnamenti del secondo e terzo anno dei corsi di studio. Inoltre, il Direttore Generale ha prospettato la possibilità di stanziare circa 30 mila euro da destinare a traffico dati e tablet per gli studenti. Dispiace dover invece sottolineare che il Direttore del Dipartimento si è mostrato completamente sordo alle nostre istanze, abbandonando bruscamente la riunione e rompendo così ogni possibilità di dialogo.

LE NOSTRE CRITICHE - Riteniamo che sia ingiusto e discriminatorio consentire solo alle matricole la possibilità di frequentare in presenza. Se è vero, da una parte, che le matricole necessitano più degli altri di “vivere” l’Ateneo, è altrettanto vero, dall’altra, che senza la componente studentesca degli anni successivi, che ha sempre contribuito all’orientamento e all’integrazione dei nuovi arrivati, le matricole abiteranno uno spazio vuoto, senza guida e senza voce; le nostre proposte sono prudenti e responsabili ma, al contrario di quelle dell’Ateneo, inclusive. - Sul fronte della tassazione l’Ateneo si è limitato a recepire le direttive ministeriali che introducono la no-tax area, senza cercare soluzioni che tenessero conto delle caratteristiche della popolazione studentesca, come è accaduto in altre Università. - La critica principale riguarda l’assenza di dialogo con le rappresentanze nei luoghi deputati, ossia negli Organi di Ateneo: le modalità del rientro a settembre non sono mai state poste all’ordine del giorno. - Nei due incontri con la governance non abbiamo avuto risposte chiare nemmeno dopo aver posto le seguenti domande: come si svolgeranno stage e tirocini? Come saranno organizzate e gestite le 150 ore? Come saranno organizzati i servizi agli studenti (mensa, biblioteca, laboratori) e i bandi per le attività culturali?

CHE COSA PROPONIAMO Vogliamo che si faccia il possibile per permettere a tutti/e gli/le studenti/sse di scegliere se frequentare in presenza o a distanza. Le nostre proposte riguardano gli aspetti organizzativi, il diritto allo studio e, se non sarà possibile frequentare le lezioni in presenza, un investimento che non ci escluda completamente dalle attività dell’Ateneo. - Gli orari delle lezioni: si dovrebbero prevedere lezioni anche durante il sabato e un’apertura del campus dalle 8 alle 20, per moltiplicare le opportunità di frequenza. ˗

La tassazione: vogliamo che venga rimodulata, tenendo in considerazione che chi sarà costretto a frequentare a distanza non potrà usufruire di quei servizi dell’Ateneo che incidono sulla tassazione. ˗ I costi della didattica a distanza: chiediamo che l’Ateneo si faccia carico, almeno in parte, delle spese che graveranno solo su di noi. Chiediamo tariffe agevolate per la connessione dati, tablet in comodato gratuito o agevolazioni simili per permettere agli studenti che seguiranno i corsi da casa di dotarsi dei dispositivi necessari; i fondi ministeriali, fin qui investiti solo per dotare di strumenti informatici le aule, non sono usati pensando al destinatario. ˗

Reddito e pandemia: riteniamo fondamentale permettere di presentare il 730 corrente a tutti quegli studenti che nel corso del 2020 abbiano registrato una significativa riduzione del loro reddito, in seguito all’emergenza sanitaria e alla crisi economica che ne è scaturita. ˗ Fuori corso: al momento non è prevista per loro nessuna forma di agevolazione. Chi non si troverà nelle condizioni di poter pagare le tasse universitarie non potrà sostenere esami e rischierà quindi di prolungare la sua condizione, o, peggio, rinuncerà agli studi.

Non siamo noi a dover trovare soluzioni, ma proprio perché dallo studio dipende il nostro futuro, vogliamo partecipare alle scelte, vogliamo imparare, vogliamo che l’Università sia un luogo di confronto e democrazia. Chiediamo, quindi, che sia immediatamente convocato un tavolo di lavoro che coinvolga tutte le rappresentanze dell’Ateneo, per affrontare le questioni da noi sollevate e per arrivare a soluzioni chiare e definitive. Da parte nostra non mancheranno, come d’abitudine, apertura e disponibilità al confronto. E ADESSO? Nonostante la governance abbia avanzato la possibilità di frequentare in presenza il 50% degli insegnamenti degli anni successivi al primo (mantenendo per scelta politica una didattica mista per le matricole), non ci sono state date effettive garanzie al riguardo. Qualora l’Ateneo non dovesse mettere in atto soluzioni concrete, continueremo a protestare civilmente come fatto fino ad ora attraverso i nostri canali di comunicazione, e, soprattutto, ci iscriveremo ai secondi e terzi anni di corso solamente quando avremo avuto risposte concrete e soddisfacenti, invitando le nostre colleghe e i nostri colleghi a fare lo stesso. I Rappresentanti degli Studenti dell’Università per Stranieri di Perugia Indirizzo e-mail: rappresentantiunistra@gmail.com

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