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Lavoratori immuni per decreto | Guardie Giurate, noi costretti a lavorare senza tutele... eppure siamo un servizio essenziale

Riceviamo e pubblichiamo la nota di alcuni lavoratori, una categoria, che sta lavorando anche in questo momento difficile garantendo, in ausilio delle forze dell'ordine, la sicurezza dei cittadini oltre che garantire servizi essenziali. Stiamo parlando delle Guardia Particolari Giurate. A rischio contagio, dimenticate ma considerate dal Governo servizio essenziale. Ecco la loro storia ai tempi del coronavirus.

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Caro giornalista, da anni veniamo appellati come: “Vigilantes” o Metronotte, oppure in modo più spregiativo “Sceriffi”, mentre noi Guardie Particolari Giurate (GPG) siamo una categoria silenziosa, ma che a nostro avviso crediamo preziosa. Esercitiamo attività di sorveglianza e vigilanza alla tutela e custodia di beni – mobili e/o immobili - appartenenti a persone fisiche, a soggetti di diritto privato o anche ad enti pubblici, effettuiamo servizi di sicurezza sussidiaria al fianco delle FF.OO. e Polizia Locale, nei Comuni Italiani. Preleviamo e custodiamo il denaro di molte Banche, Uffici Postali, Supermercati e di molteplici catene di aziende e negozi con marchi noti ed importanti, svolgendo un lavoro certosino di smistamento e contazione denaro, con macchine particolari e procedure complicate, che nessuno immagina.

Abbiamo la responsabilità di effettuare controlli tramite metal detector nei Tribunali, Aeroporti, Porti e vigiliamo le Stazioni Ferroviarie, Metropolitane, oltre a Basi Militari, Scorta Valori, Scorta Esplosivi e Metalli Preziosi. Siamo presenti sugli autobus urbani ed extraurbani dove, troppo spesso in questi anni, sono stati teatro di vandalismi o atti di violenza. Gestiamo: teleallarmi di sorveglianza, Bancomat, Macchinette per il pagamento dei ticket sanitari, Biglietterie Ferroviarie, Biglietterie Metropolitane e altre apparecchiature. Quello che facciamo ormai, lo si nota quotidianamente, siamo anche però una categoria mal gestita, non considerata dal Ministero dell’Interno e dalle Prefetture. Noi Guardie Particolari Giurate (questa è la corretta dicitura) siamo allo sbaraglio, anche in questa grave situazione sanitaria.

Abbiamo il compito di vigilare Ospedali e Pronto Soccorso, dobbiamo tutelare gli Operatori Sanitari dalle aggressioni, pur non avendo la qualifica per farlo, in questa emergenza “covid-19” siamo anche costretti a misurare la temperatura corporea delle persone, con termometri elettronici. Spesso siamo vittime noi stessi di aggressioni in molti servizi antirapina e nel trasporto valori. A tutto ciò dobbiamo aggiungere che i basilari strumenti di tutela per la nostra salute (D.P.I.), come ad esempio; mascherine, gel, guanti e spray sanitari, ad oggi continuano a scarseggiare oppure, a non esserci, ma nonostante questo, responsabilmente, continuiamo ad espletare il nostro lavoro in mezzo alla gente, consapevoli dei rischi che quotidianamente corriamo.

Inoltre, noi GPG siamo limitate nello sciopero e passibili di precettazione, poiché l’attività di vigilanza privata è un servizio pubblico essenziale, ai sensi e per gli effetti della legge 146/1990, come modificata dalla legge n. 83/2000, per il settore della vigilanza, sicurezza e ordine pubblico adottata dalla Commissione di Garanzia con delibera n. 06/431 del 19 luglio 2006 e pubblicata in G.U. n. 183 dell’8 agosto 2006. Per dare effetto a tale diritto, le Organizzazioni Sindacali di Categoria, ogni volta devono inoltrare una richiesta alla Commissione di Garanzia, quest’ultima è chiamata al delicato compito di contemperare importanti diritti costituzionali: il diritto di sciopero ed il diritto dei cittadini utenti ad usufruire dei servizi pubblici essenziali. Abbiamo il nostro Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro scaduto da oltre 4 anni, l’ultimo aumento salariale di 60 euro, risale al 2010 ed è stato erogato in tre tranche da 20 euro.

Dal 2015 siamo in balia delle Associazioni Imprenditoriali di categoria A.N.I.V.I.P., ASSVIGILANZA e UNIV, che nonostante i solleciti delle parti sociali, ad oggi continuano ad essere latitanti prorogando all’infinito tale rinnovo. Ad oggi, una Guardia Giurata appena assunta al sesto livello percepisce una retribuzione netta di 960 euro circa, una miseria, rischiando ogni giorno la propria incolumità e in molteplici tipologie di servizi, anche la vita. Dopo tutte queste vessazioni e uno stipendio inadeguato, non possiamo fare sempre finta di niente e continuare a lavorare serenamente in queste condizioni, vogliamo maggiori tutele ed essere adeguatamente considerati dal punto di vista lavorativo, visto anche l’impegno preso in data 11 febbraio u.s., durante l’incontro tra le segreterie generali e rappresentanti del ministro del lavoro, il vicecapo di gabinetto Michele Forlivesi, il dirigente generale Romolo De Camillis, e altri rappresentanti del dicastero di via Veneto.

Non dimentichiamo i nostri caduti, Francesco Della Corte è l’ultima delle 24 Guardie Giurate uccise tra 2001 e il 2018, aggredito a colpi di bastone il 3 marzo 2018 mentre stava chiudendo la stazione della metropolitana di Piscinola, a Napoli. Gli aggressori, tre minorenni, volevano sottrargli l’arma di servizio. Inoltre, un pensiero va anche al nostro collega Alexander Roa di anni 33, deceduto mercoledì scorso, proprio a causa del coronavirus, che lascia due figlie di 12 e 14 anni. Al quale sembrerebbe che non fossero state fornite tutte le protezioni necessarie. Questo è quanto affermato dalla sua compagna. Grazie per lo spazio concesso alla nostra categoria, desideriamo continuare con orgoglio e maggiore entusiasmo, la nostra attività in tutti i servizi descritti, ma vogliamo anche sensibilizzare il Governo affinché tuteli la NOSTRA sicurezza e adegui il nostro status giuridico ad “agente ausiliare di pubblica sicurezza”, affinché si possa garantire un futuro dignitoso alle nostre famiglie e ai nostri figli.

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