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Coronavirus e condomini | "Degli amministratori non fare di tutta un'erba fascio! Non c'è bisogno di ordinanze per fare il nostro lavoro"

Ricevo e pubblico volentieri questa lettera di alcuni amministratori di condominio che non hanno gradito, bontà loro, il mio articolo dove denuncio - dopo una serie infinita di richieste di lettori - la sanificazione dei condomini negli spazi comuni esterni ed interni. Confermo, fino all'ultimo rigo scritto, che se non ci fosse stato l'intervento di alcuni sindaci, con ordinanze specifiche, dopo la dimenticanza nei decreti anti-contagio nazionali. molti o pochi non avrebbero iniziato l'opera di sanificazione dei condomini che, in regime di quarantena imposta, sono i luoghi pià vissuti, transitati al pari dei piazzali di servizi essenziali. Come direttore, convinto dell'importanza della pluralità di opinioni, pubblico questa lettera che avrei gradito che fosse firmata. Dei toni francamente poco me ne importa.

Di proteggere me stesso, i nostri lettori e i cittadini... molto di più. Prendo atto comunque che si conferma ciò che ho scritto: che molti condomini accordi stanno agendo al di là delle ordinanza, altri come ho scritto "fanno orecchie da mercante". Non ho fatto nomi. Chi si trova nel giusto mi ha scritto... ma forse doveva dirci grazie che abbiamo esaltato, indirettamente, chi sta sanificando anche in non presenza di un obbligo scritto. A differenza di altri direttori e altri giornali, chi ha una idea differente dalla mia e dalla nostra... va sempre letto, ascoltato e pubblicato. 

il direttore Nicola Bossi

ORDINANZA SINDACO DI PERUGIAORDINANZA MARSCIANO

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Siamo amministratori di condominio e abbiamo letto, con vero disappunto, l’articolo da voi pubblicato nella giornata di ieri, in quanto lo riteniamo offensivo e lesivo dell’immagine della nostra categoria quando affermate che “molti amministratori avrebbero fatto orecchi da mercante” in ordine alla mancata sanificazione delle aree condominiali, “nascondendosi” dietro il classico dito, tanto non ci sono obblighi. Prima di sentenziare e di fare “di ogni erba un fascio” sarebbe opportuno documentarsi.

Stiamo operando e portando avanti la nostra attività in mezzo a mille difficoltà con gli studi praticamente bloccati, con il personale sparso in punti diversi della città, chiuso nelle proprie abitazioni in contatto continuo solo tramite telefono o computer. Non abbiamo necessità di ordinanze per svolgere bene il nostro lavoro, ma sicuramente avremmo necessità di chiarezza; quella chiarezza richiesta ad esempio dal nostro Presidente Nazionale in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, affinché fossero chiariti alcuni aspetti fondamentali in merito alla nostra professione in un momento tanto delicato. E sì perché egregi Signori al momento la nostra professione non sembra essere inclusa fra quelle necessarie, quindi ce ne dovremmo stare rintanati nelle nostre abitazioni senza nemmeno poter raggiungere i nostri studi, cosa che quando possibile, facciamo regolarmente per continuare a garantire almeno i servizi essenziali all’interno degli stabili. Ma poniamoci alcune domande: • Come è stato possibile dimenticare la categoria degli Amministratori di Condominio in un momento in cui milioni di italiani sono stati giustamente relegati all’interno delle proprie abitazioni?

 Come è stato possibile non solo non dare indicazioni ma addirittura ignorare l’intera categoria che però poi viene “bacchettata” se non svolge il proprio compito con sempre maggiore cura ed attenzione? Per tornare all’argomento “sanificazione”, noi, come del resto la stragrande maggioranza dei nostri colleghi, abbiamo dato disposizioni precise alle Imprese di Pulizia affinché procedano alla pulizia e sanificazione delle aree comuni all’interno dei Condomini con l’uso di prodotti idonei per garantire la massima igiene: ma nessuno si preoccupa del fatto che quelle stesse Imprese si lamentano perché non riescono a rifornirsi dei prodotti necessari perché letteralmente spariti dalla circolazione. Inoltre, ci dobbiamo porre una domanda la sanificazione va bene ma come farla? Quali prodotti utilizzare? Forse l’ipoclorito di sodio? Forse no visto che ci risulta che in alcune realtà l’ARPA abbia posto il divieto nell’utilizzo di tale prodotto in quanto estremamente dannoso per l’inquinamento a fronte di scarsi o, addirittura, vani effetti nei confronti del coronavirus. Gli Amministratori sono chiamati a sanificare piazzali, marciapiedi, ma chi ha provveduto a sanificare prima le strade dove detti marciapiedi e piazzali si affacciano. Noi relegati nelle nostre abitazioni non abbiamo ancora visto passare un solo mezzo preposto a tale scopo. Ma affrontiamo anche un altro problema non meno pernicioso del coronavirus vale a dire il pagamento delle utenze.

Come se nulla fosse cambiato, come se oggi la nostra vita fosse quella di un mese fa, le scadenze di luce, acqua e gas continuano ad arrivare regolarmente perché nessuno si è preoccupato di porvi uno stop, con la conseguenza che le stesse entrano “a gamba tesa” nei conti correnti dei Condomini che vedono assottigliare i propri saldi giorno per giorno. Già perché, vedete egregi Signori l’Italia non era pronta a tutto questo, non lo era per la mancanza dei presidi medici, per mancanza di medici ed infermieri ma anche per tante altre cose; oggi si parla tanto di smart working, di pagamenti a mezzo degli strumenti elettronici, ma l’Italia non è questa, l’Italia è ancora quella delle file agli sportelli postali per riscuotere le pensioni, è quella delle persone anziane, tante, che non sanno utilizzare il computer, che vanno in banca a pagare le quote condominiali ed ora non possono farlo. Quegli Amministratori così “avvezzi a fare orecchi da mercante” come fanno a garantire i servizi, a pagare le bollette delle utenze, cosa dovranno dire alle Imprese di pulizia, alle quali è stato chiesto il massimo impegno nella gestione di questa emergenza, quando non saranno in grado di pagare le prestazioni rese; quanto potranno andare avanti prima che alcuni servizi possano o debbano essere cessati.

Dunque, questi Amministratori irresponsabili e un po’ fancazzisti, son forse in ferie in un momento così delicato? se ne stanno tutto il giorno sul divano a guardare Netflix e perché no, i più giovani a giocare con la play station? Ebbene no signori stiamo mandando avanti la nostra attività in mezzo a mille difficoltà, e in assenza di qualsiasi tutela. Già perché l’Amministratore di condominio oggi ha mille responsabilità di carattere amministrativo, fiscale, legale, la maggior parte delle quali con risvolti penali. Siamo stati chiamati ad accrescere la nostra professionalità e le nostre competenze in ogni campo ma fronte di nessuna tutela, non esiste un albo professionale, un tariffario a livello nazionale, per cui nella nostra realtà Umbra siamo costretti ad operare con compensi che in molti casi sono fermi ad anni in cui la nostra professione era ben altro e molto distanti da altre realtà regionali. Dunque, basta con le generalizzazioni basta con gli stereotipi che danno sempre un’immagine sciatta e poco professionale di noi Amministratori.

Per quanto ci riguarda svolgiamo la nostra attività con consapevolezza, competenza e senso di responsabilità e siamo francamente stanchi di ironia e scarsa considerazione. In questi giorni si parla tanto del fatto che tutti usciremo migliori da questa esperienza, lo speriamo, ma non ne siamo pienamente convinti, forse ormai fa parte del nostro DNA l’incomprensione, la voglia di giudicare senza porsi il problema di prima comprendere. Oggi non è il tempo per le polemiche stiamo vivendo una vera e propria tragedia di dimensioni epocali, facciamo tutti del nostro meglio per non inasprire gli animi. Concludiamo sottolineando, che la presente è stata redatta esclusivamente a carattere personale, non rappresentiamo nessun gruppo o categoria, abbiamo voluto solo puntualizzare il nostro punto di vista e ci auguriamo che la stessa venga tenuta nella giusta considerazione. Ringraziando, porgiamo distinti saluti. Multiservice S.r.l. Via Quattro Giornate di Napoli, 3 Ellera di Corciano

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Commenti (1)

  • Sono perfettamente d'accordo con il giornalista e lo ringrazio dell'articolo. Quello da lui evidenziato è un problema che si ripete in diversi condomini. E se anche gli amministratori di condominio hanno tanto da fare per adempiere a tutte le pratiche burocratiche e fiscali, questa del coronavirus è un'emergenza sanitaria e le iniziative di disinfettazione e pulizia delle parti comuni dei palazzi, prima di tutto ascensori e scale, sono di primaria importanza della quale tutti gli amministratori si devono far carico. Presto e senza tante scuse anche perchè le scadenze di molte pratiche fiscali, per esempio, sono state prorogate. Diciamo poi un'altra cosa: i signori amministratori vengono pagati molto, forse troppo, bene per quello che fanno.

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