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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Scuola e Covid, l'impatto psicologico sugli alunni ed efficacia della DAD: cosa dicono i genitori

Un'indagine di Altroconsumo conferma la preoccupazione dei genitori per la sofferenza psicologica dei figli privati della scuola in presenza; i docenti constatano un abbassamento del livello di preparazione degli alunni

In un momento ancora "caldo" per le polemiche sulla ripresa della scuola in presenza dopo le vacanze natalizie, con la variante Omicron del Covid-19 che ha fatto schizzare in alto l'asticella dei contagi, l'associazione di conumatori Altroconsumo ha voluto interrogarsi sull’impatto della pandemia sulla scuola e sugli alunni, con un'indagine realizzata all’inizio dell’anno scolastico che ha riguardato la scuola primaria, secondaria inferiore e superiore.

Genitori e insegnanti hanno condiviso la propria opinione per quanto riguarda gestione delle lezioni, preparazione dei bambini e ragazzi e le conseguenze portate dall’emergenza sanitaria sugli alunni in generale. Tanti gli aspetti critici emersi, primo fra tutti, la didattica a distanza.

Preparazione scolastica insufficiente per il 42% degli insegnanti

Secondo Save the Children, nel mondo sono 122 miliardi i giorni dedicati all’istruzione andati persi. L’emergenza pandemica ha inciso fortemente sull’educazione dei più piccoli come sostengono anche i genitori e i docenti che hanno partecipato all’inchiesta Altroconsumo: secondo il 31% di entrambe le categorie, l’impatto del Covid-19 nei primi mesi dell’anno scolastico 21/22 è stato, infatti, molto importante. Didattica a distanza, ordinanze in continuo cambiamento, comportamenti precauzionali, sono solo alcuni degli elementi che hanno causato disordini in questo particolare inizio anno. Nonostante ciò, il 40% dei genitori e degli insegnanti è concorde nel dire che la gestione dell’emergenza a inizio anno da parte del sistema scolastico è stata soddisfacente e 3 genitori su 4 sostengono che i propri figli erano felici di tornare fra i banchi. Ma con che livello di preparazione sono arrivati i ragazzi a settembre?

Secondo l’indagine emergono pareri discordanti: per il 19% dei genitori i figli sono arrivati preparati all’inizio del nuovo anno scolastico – sebbene nel 2020 il sistema educativo si sia tenuto principalmente a distanza. In disaccordo il 42% dei docenti che ritiene che il grado di preparazione non fosse adeguato. Nonostante l’opinione degli insegnanti, i genitori rimangono ottimisti anche sulle possibilità di recupero di eventuali lacune: secondo il 41% di loro, infatti, gli studenti colmeranno le proprie mancanze entro fine anno scolastico.

Pro e contro: migliorano le competenze tecnologiche ma aumentano le ore sui dispositivi elettronici 

Facendo un bilancio dell’esperienza scolastica ai tempi del Covid, emergono diversi punti critici ma anche alcuni aspetti positivi. L’aspetto più dibattuto è sicuramente la didattica a distanza. 3/4 di genitori e insegnanti la considerano un format inefficace rispetto alle lezioni in classe. Secondo circa la metà dei genitori, questo sistema ha portato ad un notevole miglioramento delle competenze tecnologiche dei figli, ma anche ad un forte aumento delle ore passate dai bambini davanti a dispositivi elettronici come pc, tablet o smartphone. Inoltre, i 3/4 dei genitori è convinto che la pandemia abbia dato vita a un forte impatto anche sulla sfera psicologica dei più piccoli che sono stati privati di momenti e contesti fondamentali nell’arco della vita. Positivo, invece, il dato sul cambiamento del rapporto fra i genitori e docenti, migliorato secondo il 56% degli intervistati.

Leggi anche cosa dicono i pediatri sull'uso di computer e tablet da parte dei bambini

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