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Le mani di Raffaello dietro a un affresco finora ignorato nella frazione di Bagnaia

Il prof. Elvio Lunghi, associato di storia dell'arte medievale alla Stranieri, è convinto che il Maestro urbinate abbia lasciato più opere nelle campagne perugine nella sua permanenza giovanile in Umbria

Bagnaia, piccola e amena località alle porte di Perugia. All'improvviso qualcuno dall'attento spirito osservatore si accorge di un affresco, ormai andato quasi del tutto perduto, all'interno di un'edicola votiva a cui nessuno fa caso e lo segnala al prof. Elvio Lunghi, porfessore associato di Storia dell'Arte Medievale all'Università per Stranieri di Perugia. Scatta all'ora "l'indagine" di questo appassionato "detective" della storia dell'arte che, da un confronto con altri ritrovamenti in zone rurali perugine e seguendo una sua personale convinzione sulla vicenda umana e artistica di Raffaello Sanzio a Perugia, non esita ad affermare che l'affresco appartiene al maestra urbinate.

"Lo dico con convinzione - afferma il professore - è da tempo che sto rivalutando con logica molte delle opere di Raffaello. In tanti avevano considerato la ricerca su questo artista come chiusa, ma quello che ho ritrovato nelle campagne perugine può perfettamente essere opera delle mani giovanili di Raffaello, che visse a Perugia tra i 19 e i 24 anni prima di recarsi a Firenze e poi a Roma".

L'affresco in questione a Bagnaia 

Come si legge nel post su Facebook del prof. Lunghi, sarebbero ora tre i dipinti attribuibili al Sanzio presenti nelle campagne umbre dove, ci ricorda il professore, abitavano le grandi famiglie dei Baglioni, del Montesperelli, via dicendo, che poi commissionavano i dipinti per le chiese cittadine: "Il primo sta a Cerqueto sulla via della Collina verso Marsciano: la Madonna dello Stop come la chiamavo prima che spostassero il segnale stradale. Metto foto in confusione prima e dopo il restauro del sito e degli affreschi. E' un dipinto esterno, il tempo consuma. Quando lo pubblicai Scarpellini diceva in giro che ero matto. [...] Metto un po' di foto, in confusione prima e dopo il restauro; prima si vedeva meglio, il tempo consuma. Documenti non ne ho. Come dico sempre: è di un pittore che ha tempo da perdere e dipinge un arco di trionfo in mezzo alla strada, al tempo delle "nozze rosse" tra Astorre Baglioni e Lavinia Colonna. Fa il volto della Vergine alla maniera del Perugino, gli angeli come Pintoricchio e manifesta un monumentale senso dell'architettura e dell'antico in questa sorta di arco di trionfo nel sottarco. Aspettate dieci anni e lo ritroverete a Roma nella Stanza della Segnatura".

Secondo il prof. Elvio Lunghi, mentre la maggior parte delle chiese perugine ha subito ritocchi nel 1800, le maestà ruarali sono rimaste intatte: ecco perché è importante riportare l'attenzione sui segnali del passaggio dei grandi Maestri anche nelle zone esterne alle città: le scoperte da fare potrebbero essere ancora sorprendenti.

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