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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Giornata degli abbracci, torneremo più ad abbracciarci come prima?

Che cosa avviene nel nostro corpo e nella nostra psiche quando abbracciamo qualcuno e le speranze di tornare ad abbracciarci come prima della pandemia

Ricorre oggi in tutto il mondo la Giornata degli Abbracci. Nata nel 1986 in una città del Michigan, questa giornata è stata istituita per incoraggiare gli esseri umani ad abbracciarsi di più e a non celare l’affetto verso gli altri, sviluppando rapporti più empatici con il prossimo.

Una data significativa

Si è scelto di festeggiarla il 21 gennaio perché è una data che sta a età tra le festività natalizie e San Valentino, ovvero un periodo dell’anno in cui spesso le persone vedono calare l’umore (non per niente, il terzo lunedì di Gennaio ricorre il Blue Monday). L'dideateore di questa ricorrenza Kevin Zaborney, sostiene che la società occidentale è sempre restia a manifestare i propri sentimenti. La speranza, dunque, è che una festa del genere possa spingere tutti noi a essere più aperti o per lo meno a considerare gli aspetti legati all'affettività.

Ecco cosa succede quando abbracciamo qualcuno

La fisiologia umana è molto complessa: in pochi sanno che la pelle è l'organo più esteso del corpo umano, che ci permette di sentire tutto ciò che avviene attorno a noi. La pelle infatti si genera dallo stesso foglietto embrionale che crea il sistema nervoso, quindi epidermide e sensazioni sono profondamente connesse.

Con un tocco rapido ci rendiamo conto di qualcosa che avviene sulla nostra pelle, una bruciatura, il contatto con un insetto e via di seguito. Il tocco lento, invece, ci permette di andare più a fondo, grazie alla stimolazione di un gruppo di nervi chiamati afferenti C-tattili, stimolazione che avviene proprio attraverso gli abbracci e i baci.

Proprio l’abbraccio, quindi, è in grado di scatenare in noi sensazioni benefiche date da vari elementi: il calore dell’altra persona, il suo odore, la sua stretta. Questo è in grado di portarci in uno stato di pace assoluta. Da un punto di vista biochimico quello che avviene durante un abbraccio è il rilascio dell’ossitocina. L'ossitocina è ormone essenziale al nostro benessere perché:

  • rallenta il battito cardiaco
  • fa diminuire l’ansia
  • fa aumenta il senso di pienezza e soddisfazione.

Oltre all’ossitocina l’abbraccio consente anche il rilascio di endorfine, un particolare neurotrasmettitore che si attiva ad esepio anche mangiando cioccolata, capace di alleviare il dolore, ridurre lo stress e dare euforia. Basti ricorcare che dormire abbracciati alla persona che amiamo aiuta a regolare il sonno, proprio grazie al rilascio dell’ossitocina.

Torneremo ad abbracciarci come prima?

La domand, purtroppo, è d'obbligo dopo la terribile situazione che stiamo vivendo da ormai due anni, la pandemia. In questi anni ci è stato infatti sconsigliato di abbracciare persone anche a noi molto care, potendo potenzialmente contagiarle o contagiare noi stessi con il virus. Non solo gli abbracci, ma anche le strette di mano e tutti i contatti sociali sono stanti infatti limitati con il famoso "distanziamento"; perfino l'estremo e più periferico gesto empatico del sorriso è nascosto dalle mascherine. Torneremo ad abbracciarci? Nonostante le minacce di Gates sulla prossima pandemia, sicuramente sì, perché l'abbraccio, il contatatto e la relazione tra gli esseri umani sono quella cosa che ci tiene in vita, ci fa progredire e ci rende migliori. E noi non possiamo farne a meno.

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