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Dalla corsa al lievito alle Frecce Tricolori: tre mesi di Covid vissuti 'in perugino'

Da 'Arintride e Armagna' ad 'Arivon le Frecce': l'emergenza coronavirus riletta col 'donca' dalla pagina social 'Ardillo in perugino'

Dall'inizio dell'emergenza coronavirus alle riaperture, culminate oggi (mercoledì 3 giugno) con il via libera agli spostamenti tra regioni. Un viaggio lungo tre mesi quello della pagina 'Ardillo in perugino', che rilegge col 'donca' queste lunghe settimane segnate dall'epidemia in un post Instagram intitolato 'Fisiopatologia delle notizie virali - Il Covid-19 a Perugia'.

Il 'dizionario' Covid-perugino: flash mob? Un po' come 'fa lbucciotto ntol terrazzo'

Le prime notizie dopo la scoperta del virus in Cina e successivamente del primo positivo al Covid in Italia, quando ancora si pensava 'E' sol 'nfluenza' o 'Tanto pija solo tai vecchi'. Poi pian piano si capisce la gravità di quella che è a tutti gli effetti una pandemia e arriva il lockdown con i suoi flash mob e gli slogan 'Stete a chesà' e 'Girà tutto a verso', ripetuti come dei mantra. Da quel momento ossessione per l'igiene ('Mettce l'amuchina. Arlava le meni'), noia e corsa al lievito ('Arintride. Armagna') fino alle discussioni sull'indice di contagio ('Ma dua viene? Tuquì nce viene') e alle riaperture che a Perugia hanno scatenato le polemiche, tra risse, ordinanze ristrettive (Apre l centro. Bevemo 'n centro'. Ce menamo 'ncentro. Archiude l centro') e assembramenti (Arivon le Frecce. GImo a vede le frecce. Nse pol gi a vedè le frecce. Ariapre l centro'). La conclusione? 'Stemo a chèsa'.

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