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Il blog di Franco Parlavecchio - Benvenuta Var, adesso lo spettacolo del calcio è più interessante

Siete riusciti a disintossicarvi per qualche giorno dal mondo del pallone? Non abbastanza forse…ma la pausa è stata utile per riflettere. Questo è stato l’anno della grande novità: anche il calcio si è dovuto adattare. Un adattamento necessario nonostante, in generale, alcune modernità abbiano modificato le nostre abitudini non sempre in positivo. Vedi il cellulare, che sicuramente ha facilitato le comunicazioni. Tuttavia ci ha anche reso un po’ automi davanti al piccolo schermo; ha trasformato la postura di tutti noi, ha velocizzato la vita rendendoci schiavi della nostra reperibilità pressoché continua, quasi fossimo tutti indispensabili…

Le nuove tecnologie non possono non essere applicate anche allo sport. Penso alla mia adorata scherma, che mischia perfettamente antico e moderno, con regole vecchie di 500 anni insieme ad un sistema di punteggio elettronico e giacche in Kevlar. Ma al calcio, uno degli sport più tradizionali e restii al cambiamento, nessuno fino a poco tempo fa si sarebbe aspettato di applicare il Var, o la Var, chiamatelo come volete. Var. Una sola sillaba che sembra la via di mezzo tra una parolaccia ed un rigurgito dopo un pranzo di nozze, in realtà è l'acronimo di video assistant referee, la moviola in campo, un sistema che esamina la regolarità di alcune  scelte fatte durante la partita.

Non so se avete notato come il sistema abbia colto un po’ tutti di sorpresa per poi pian piano essere adattato alle logiche del calcio nostrano; cioè il potente è più forte anche della tecnologia e la può applicare a proprio piacimento. In pratica si è dimostrato come la tecnologia possa diventare fastidiosa ed essere in alcuni casi gestita a comando.

Sicuramente quello della Var è risultato a tutti un diversivo affascinante, che non inficia più di tanto la spontaneità e il ritmo propri del gioco del pallone. Una cosa è certa: la moviola in campo non ha diminuito le polemiche. Ne ha forse modificato il contenuto, perché anche la tecnologia si può mettere al servizio del potere.

Forse questa non è la più grande rivoluzione e probabilmente non risolverà mai quella sudditanza psicologica che molti arbitri subiscono da quando questo gioco è nato ma che è aumentata in modo esponenziale con l’avvento dei grandi interessi, degli sponsor e delle televisioni; tuttavia se questa novità porterà un po’ di certezze e forse anche una maggiore correttezza nelle scelte, allora benvenuta Var. Intanto ci godiamo uno spettacolo più equilibrato ed interessante rispetto agli ultimi anni.

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