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Il Blog di Franco Parlavecchio - Sede del Pd in vendita: tutti sapevano, nessuno ha fatto nulla

Leggere che la sede del Pd in centro a Perugia, da anni punto di riferimento storico della sinistra umbra, viene venduta, fa quasi impressione. Ci sono entrato la prima volta una ventina di anni fa… sembrava quasi un luogo sacro; c’era un grande rispetto per la storia, per i ruoli. Esattamente ciò che manca ora.

Se qualcuno vi racconta che non ne sapeva nulla della possibile vendita, che non se ne era mai parlato, tranquilli saranno in molti a smentirlo, me compreso.  Se ne discute da anni, anche quando dentro quel palazzo c’era il mio ufficio da Segretario Comunale. Solo che l’atteggiamento è sempre stato molto simile a quello con cui vengono affrontate alcune battaglie politiche: una scrollata di spalle e poi un bel “ci penseremo…” . Ma il tempo è arrivato e la Fondazione Pietro Conti, proprietaria dell’immobile, che da tempo aveva avvertito il Pd, ha deciso di andare avanti.

Mi viene da sorridere a leggere alcune dichiarazioni che affermano di come il Partito Democratico fosse un inquilino modello. E ti credo… hai un contratto di comodato d’uso gratuito per un immobile di circa mille metri quadri in un palazzo che ha fatto la storia della città, come potresti non esserlo?

La fondazione Pietro Conti ha fatto una scelta criticabile ma comunque legittima. Le loro sedi di proprietà devono per statuto essere esclusivamente destinate ad attività politica associativa nell’ambito della sinistra; forse su questo punto è sorto un dubbio? Da tempo non ci passo, ma recentemente una persona, ricordando come fino a poco tempo fa fosse piena di vita, mi raccontava che la sede è talmente poco frequentata da sentire l’eco dei passi tra una stanza e l’altra. Di chi è la colpa?   La questione non è solo locale; la disaffezione nei confronti dei partiti è cronica ma diventa ancora più pesante se non si fa nulla per rimediare.
 I circoli sono stati spesso trattati come un peso, e non come una risorsa, almeno fino all’arrivo della campagna elettorale.


Tuttavia la responsabilità è anche di chi ha pensato di spostare i luoghi decisionali dalla sede del partito, che comunque è sempre a vocazione democratica, ad altri di tipo amministrativo. Fino ad oggi, ovviamente, perché a partire dal giorno in cui quella sede non ci sarà più, la rimpiangeranno in molti, eccome, e magari si ricorderanno di come quel luogo sia stato per loro un trampolino di lancio. Ora sono in tanti che si dicono pronti a salvarla; mi domando…perché non vi siete mossi prima?

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