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Domenica, 28 Novembre 2021
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Compie 260 anni l'Almanacco più celebre d'Italia, quello di Barbanera, tutto made in Umbria

Per festeggiare il traguardo, la Fondazione Barbanera ha messo on line tutta la collezione degli almanacchi dal 1762 ad oggi; tra questi, il prestigioso fondo Barbanera Unesco, la collezione di almanacchi e lunari Barbanera riconosciuta “Memoria del Mondo”

Ben 260 anni e non sentirli. L'Almanacco Barbanera giunge infatti a questo ennesimo compleanno con uno sguardo sull'anno futuro tra tradizione e attualità. Almanacco per antonomasia e patrimonio documentario dell'umanità, il Barbanera dal 23 ottobre sarà in tutte le edicole d'Italia e in libreria con l'edizione 2022, per dispensare mese dopo mese pratici consigli sul buon vivere quotidiano, ricette di stagione,  pillole di sapere e perle di saggezza, interpretando il desiderio diffuso di guardare con semplicità e ottimismo all’uomo e all'essenza delle cose del mondo.

Per festeggiare un compleanno così importante la Fondazione Barbanera 1762 ha aperto i suoi archivi storici rendendo accessibile in rete, con un semplice click, la Collezione Barbanera dal 1762 ad oggi (www.barbanera1762.com). Sono circa 800 le pubblicazioni online, tra cui il prestigioso fondo Barbanera Unesco, la collezione di almanacchi e lunari Barbanera riconosciuta “Memoria del Mondo” quale simbolo universale della cultura almanacchistica, «un genere letterario che ha contribuito a creare la cultura e l’identità di intere nazioni prima dell’avvento delle più moderne forme di comunicazione di massa». 

Il sito è stato realizzato grazie al progetto europeo Agenda Urbana del Comune di Foligno, e raccoglie la digitalizzazione dei documenti della Fondazione, realizzata in collaborazione con Archivi di Valore.

Una presentazione in grande stile

L'edizione dei 260 anni è stata presentata il 18 ottobre a Roma dal conduttore Federico Quaranta, Luca Baldini,  AD dell'Editoriale Campi, e M. Pia Fanciulli, responsabile di redazione delle Edizioni Barbanera. Presenti anche l'agronoma Isabella Dalla Ragione e Mauro Morosi, responsabili dello straordinario Orto giardino delle Stagioni, che accoglie la Fondazione e la sede editoriale: uno scrigno prezioso di biodiversità con semi e ortaggi rari o in via d'estinzione, frutti di archeologia arborea, fiori ed erbe officinali. Perché per vocazione il Barbanera esprime da sempre la sensibilità all'ambiente e ad un rapporto più sano e sostenibile con la terra; e in questo risiede anche quella modernità che lo accompagna e che convive con le buone pratiche della tradizione che tramanda.

Nello stile e nei contenuti, il Barbanera 2022 si rende così interprete di un mondo che vuole riappropriarsi del piacere delle cose semplici e di un rapporto armonioso con la natura e di mese in mese, una stagione dopo l'altra,  propone tante curiosità, notizie e suggerimenti per la casa, la famiglia, l'orto e il giardino, per la cucina e per il benessere di corpo e mente. Insomma, per uno stile di vita sostenibile e consapevole, sempre in armonia con i cicli delle stagioni.

Edito per la prima volta a Foligno nel 1762, oggi Barbanera esce sotto forma di almanacco e di calendario. Dalla fine dell’Ottocento viene edito dall’Editoriale Campi con sede prima a Foligno e poi nel comune limitrofo di Spello, per una tiratura che ha raggiunto un totale di tre milioni di copie all’anno diffuse prevalentemente tramite edicole e librerie. Segno che  Barbanera continua ad essere amato e atteso ogni anno per i consigli, le previsioni, l’amore per il mondo e per la natura e la filosofia di vita che guarda all’armonia tra l’uomo e le cose. D'altronde,  la voce Barbanera compare da decenni nei maggiori dizionari italiani come sinonimo di almanacco, lunario e calendario. Un'altra conferma della sua fama duratura, lunga almeno 260 anni, e sempre attuale, nonostante nel tempo i lettori siano profondamente cambiati e vivano esigenze e ritmi diversi.

La storia della Fondazione Barbanera

La Fondazione Barbanera 1762 nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare la grande tradizione almanacchistica europea, che ha in Barbanera il suo più autorevole erede e continuatore.

Quando la Fondazione Barbanera apre le sue porte, a svelarsi non sono soltanto almanacchi, ma uno spazio della memoria, un luogo dove vivono documenti, studi, progetti fra tradizione e futuro. Una realtà unica che ora spazia nel mondo con la sua biblioteca anche online (www.bibliotecabarbanera.it), volta a custodire la memoria storica del Barbanera e a stimolare pensiero critico sul futuro della tradizione. La Fondazione è custode della più ricca collezione di lunari e almanacchi al mondo, attiva con pubblicazioni, mostre ed eventi sui temi d’almanacco. Nella sua Biblioteca, oltre 50.000 i documenti, 12.000 almanacchi e lunari e 5 Fondi.

Nel 2015 l'Unesco ha accolto la Collezione di almanacchi Barbanera, conservata a Spello presso la fondazione Barbanera 1762 (precisamente 356 pubblicazioni tra almanacchi a libretto e lunari da parete pubblicati dal 1762 al 1962), nel registro “Memory of the World”, il programma che censisce e tutela i principali patrimoni documentari dell'umanità come, per fare qualche esempio, l’alfabeto fenicio, la Sinfonia n° 9 di Beethoven, i film dei Fratelli Lumiere e il Diario di Anna Frank.

Con il titolo di “Memoria del mondo” l'Unesco ha quindi riconosciuto valore di universalità all'Almanacco Barbanera, quale simbolo di un genere letterario che ha contribuito a sviluppare e a trasmettere la cultura popolare e l'identità di intere nazioni.

Una vocazione ambientalista

Il Barbanera tramanda buone pratiche e suggerisce un più sano e sostenibile rapporto con la Terra già da secoli, quando l’ambiente non era ancora un problema emergente per l’umanità. E da allora non ha mai smesso di offrirci spunti per ritrovare il valore delle sane abitudini quotidiane e per fare la cosa giusta al momento giusto, seguendo il ritmo delle stagioni.

La stessa coltivazione biologica, che ancora oggi si pratica nell’Orto giardino delle stagioni, si affida ad antichi gesti sostenibili e rispettosi dell’ambiente, così come la scelta di stampare con inchiostro a base naturale su carta proveniente da foreste reimpiantate, rendono più credibile quello che le pagine dell’Almanacco ci raccontano in ogni mese dell’anno.

Chi era Barbanera?

Erudito, astronomo, eremita, filosofo passato alla storia per la saggezza e per le sue previsioni, Barbanera visse a Foligno nel 1700, quando il confine tra astronomia e astrologia, dottrina e buosenso popolare non era ancora così ben delineato. Tra realtà e leggenda, questa misteriosa figura di saggio dalla folta barba nera diede alle stampe il suo primo lunario nel 1762. Da allora la sua fama crebbe di giorno in giorno travalicando i confini regionali, fino a divenire calendario e almanacco italiani per antonomasia.

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