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Non è una "buona scuola per tutti". L'ennesimo ritorno in aula con problemi: studenti disabili alle prese con "mille ostacoli"

Con lo scopo di analizzare la situazione nella nostra regione e di confrontarsi con i diversi soggetti in campo, si è riunito ad inizio settembre il secondo gruppo di lavoro dell’Osservatorio Regionale sulla condizione delle persone con disabilità, che si occupa di Istruzione, Formazione e Lavoro

Settembre, si riaprono le scuole in Umbria e inizierà un nuovo anno scolastico, ma purtroppo, come ogni anno, anche quest’anno le difficoltà maggiori le vivranno gli studenti con disabilità. Di questo ne sono convinti i vertici dell'Osservatorio sulle disabilità in Umbria nonostante le buone intenzioni espresse a parole dalla Ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli e i diversi impegni assunti pubblicamente, soprattutto nei confronti degli studenti con disabilità, si preannuncia una ripresa delle attività scolastiche con le ormai solite difficoltà.

Con lo scopo di analizzare la situazione nella nostra regione e di confrontarsi con i diversi soggetti in campo, si è riunito ad inizio settembre il secondo gruppo di lavoro dell’Osservatorio Regionale sulla condizione delle persone con disabilità, che si occupa di Istruzione, Formazione e Lavoro. All’incontro, al quale erano presenti i rappresentanti delle diverse Associazioni delle persone con disabilità, i rappresentanti degli Uffici regionali di riferimento e i rappresentanti della scuola, era presente anche la reggente dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria.

"Dall’analisi dei dati esposti, si registra con sconforto l’ennesimo aumento dei posti in deroga di sostegno- spiegano dall'Osservatorio - che, pur garantendo il diritto allo studio degli studenti con disabilità, ne minano un pilastro essenziale, quello della continuità didattica, previsto anche dalla nuova Legge (107/15) la c.d. Buona Scuola. A fronte di un organico di diritto (docenti di ruolo, stabili) di oltre mille e duecento docenti di sostegno, ve ne sono oltre novecento in deroga, (aumentano ogni anno) destinati ad incarichi annuali spesso conferiti a docenti senza titolo specifico. Questo della specializzazione è un dato preoccupante che evidenzia l’estrema necessità di istituire un registro specifico per tutti gli insegnanti di sostegno “qualificati” a tali mansioni. Ricordiamo che prevedere posti in organico di diritto significa non aumentare cattedre ma mutare la loro natura: da tempo determinato a tempo indeterminato. Ciò garantirebbe la continuità del docente con studente e classe in modo da realizzare concretamente la tanto declamata “inclusione scolastica”.

L’Umbria è una delle regioni italiane in cui la percentuale di posti in deroga (non stabili) è più alta nonostante esista, inapplicata, una legge dello Stato, la 128/2013 che, al comma 2-bis dell’art.15, dispone in modo vincolante che, tutte le Regioni, debbano conformarsi alla media nazionale nel rapporto tra docenti di ruolo e docenti con incarico annuale. Ennesimo paradosso la tanto decantata possibilità di chiedere la conferma del supplente di sostegno da parte delle famiglie degli alunni/e con disabilità. Tale possibilità risulta inapplicabile in quanto gli uffici territoriali e i Dirigenti scolastici non hanno ricevuto istruzioni in merito da parte del MIUR.

"Pare comunque lecito porsi due domande: la prima se erano supplenti chi sostituivano? La seconda se non lo erano perché non stabilizzarli rendendo superfluo l’intervento delle famiglie? Un altro punto critico affrontato nell’incontro è stato quello riferito al numero degli alunni/e per classe, risultano ad oggi inapplicate le normative sul numero degli studenti per classe in presenza di certificazioni di disabilità grave che, peraltro, configgono anche con la normativa in materia di sicurezza (una classe da 20 studenti ne comporta una, illegale, da 40) e di fatto, con la dotazione organica a disposizione, non si possono fare tre classi da 20. Tali questioni vanno affrontate e avviate a risoluzione, non possono più essere rinviate o peggio ancora ignorate".

L’incontro si è concluso con l’impegno da parte dell’Osservatorio regionale, di monitorare attentamente, attraverso gli Uffici regionali da un lato e quelli dell’Ufficio Ufficio Scolastico Regionale

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