Salute

Coronavirus, l'Ordine dei medici di Perugia si schiera per il vaccino: "Chi si rifiuta fuori dalle corsie"

Il diritto alla scelta delle cure diventa secondario di fronte alla salute pubblica generale

L'Ordine dei medici di Perugia si schiera per il vaccino anti Covid-19 per chiunque operi in corsia o nelle residenze per anziani.

"Di fronte al dibattito che in questi giorni si è svolto e continua ad accendere le discussioni in merito alla vaccinazione anti Covid 19 ricordiamo che l'articolo 32 della Costituzione sancisce come primo principio la protezione della salute di tutti e la libertà di scelta, anche del rifiuto delle terapie" si legge in una nota dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Perugia, con la quale si ricorda che "oggi però è in gioco il diritto fondamentale, più che alla salute alla vita stessa, considerate le migliaia di morti di quest'anno e le centinaia che ancora dobbiamo piangere ogni giorno". 

Secondo i medici perugini, quindi, se la scelta di non curarsi "mette a rischio la salute degli altri, è la seconda che deve prevalere, per tutti ma soprattutto, per il personale sanitario". 

Per quanto riguarda l'obbligatorietà del vaccino, i medici si schierano con il presidente del Consiglio superiore di sanitò, Locatelli: "La strada maestra è quella del dialogo, del confronto e del convincimento. La scienza ha degli argomenti così solidi, così forti, che documentano così chiaramente l'importanza del vaccino che sarebbe sbagliato arroccarsi su posizioni di chiusura, di assenza di confronto che invece è fondamentale. Fatto salvo però una cosa. Va detto chiaramente che l'interesse della collettività viene sempre prima di quello del singolo". 

I vertici dell'Ordine dei medici di Perugia, infine, ricordano che la Corte Costituzionale ha fissato "dei paletti precisi affinché un vaccino sia reso obbligatorio: la certezza dei dati scientifici, attestata dalle istituzioni sanitarie nazionali e internazionali competenti e l'accertata indispensabilità, per la tutela della salute e della vita dei cittadini, di un così pervasivo intervento - conclude la nota - Elementi che, a nostro giudizio ricorrono anche in questa emergenza. Nessuno vuole impedire il confronto, ma riteniamo che chi rifiuta il vaccino non possa stare in corsia o operare nelle Residenze sanitarie assistenziali". 

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