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Sabato, 20 Agosto 2022
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Università a numero chiuso, gli errori nei test ufficiali rivoluzionano le graduatorie e ora si rischia una valanga di altri ricorsi. E non finisce qui...

Non si ferma l’odissea del test di medicina 2021: il ricorso riguardante la contestazione dei quesiti 10 e 21 del test svolto il 3 settembre 2021 è stato vinto da alcuni candidati. Il Consiglio di Stato ha disposto l’immatricolazione in sovrannumero per circa duecento studenti. Dopo un’iniziale rifiuto da parte del TAR del Lazio, altri due dei sei errori riscontrati subito dopo la fine del test sono stati verificati dal Consiglio di Stato che non ha esitato a rivolgersi all’Istituto superiore di Sanità. Anche quest’ultimo non si è fatto aspettare: la revisione ha avuto in tempi brevi un riscontro positivo. Cosa succede ora? In prima battuta, visto lo slittamento della graduatoria aggiornata di 3,80 punti almeno un migliaio di candidati possono essere ammessi in sovrannumero, come dichiarato dal Consiglio di Stato.

Ma non è finita qui. Infatti nei prossimi giorni usciranno gli esiti delle altre udienze fissate con probabile uguale sentenza. Si sta piano piano sgretolando il castello dell’accesso programmato difeso debolmente dalla Ministra dell’Università Cristina Messa, la quale ha analizzato, a distanza di pochi giorni dal test, il cattivo operato delle commissioni per il numero chiuso. Nonostante il polverone elevatosi nel mese di settembre, la Ministra ha provato a stilare una graduatoria tenendo però conto solo di uno dei sei errori presenti nel test assegnando a ciascun candidato 1,5 punti in più. Il quesito ritenuto invalido era il numero 56, ma il ministero ha poi dovuto ammettere anche le scorrettezze presenti nei quesiti 22 e 23. Le incertezze riguardanti altri quesiti, come il 10 e il 21 sono emerse in un secondo momento e proprio su questi si sono concentrate le contestazioni legali.

Con la recente approvazione del Consiglio di Stato, questi altri due quesiti sono stati, quindi, ritenuti irregolari e di conseguenza non solo i primi 96 candidati che hanno presentato ricorso potranno ottenere l’immatricolazione, ma gli ulteriori studenti che sono riusciti a rientrare nella graduatoria nazionale potranno contestare l’intera validità del test, come accadde nel 2004 quando il TAR scriveva che “lascia sconcerti che per il secondo anno consecutivo in una selezione tanto delicata ed importante, sia stato possibile commettere errori tanto banali, eventualmente anche nella scelta del metodo di selezione e del soggetto cui affidarne la gestione”.

Rimane poi l’ultima, ma non meno importante “falla” del test del 3 settembre: la presenza del quesito di chimica nella sezione di logica. Come molti sanno, circa 3 mesi prima dell’inizio delle prove per l’accesso programmato, il MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) emette un bando dove regola lo svolgimento del test di ammissione nazionale ai corsi di Laurea di Veterinaria, Medicina e Professioni Sanitarie. La presenza del quesito di chimica nella sezione di logica all’interno del test va contro la rigida divisione dei quesiti disposta nel bando uscito a giugno 2021, rappresentando una clamorosa irregolarità.

Nei prossimi giorni si attenderanno nuovi aggiornamenti, tenendo presente che non molti candidati hanno confermato l’interesse per la graduatoria nella piattaforma dell’accesso programmato . Gli aspiranti medici che hanno mantenuto costante il desiderio di indossare il camice bianco, stanno aspettando l’esito delle prossime sentenze, nella speranza di intraprendere il prima possibile un viaggio lungo e pieno di sacrifici.
 

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