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LIBERO PENSIERO Palazzo Della Penna. Quella targa a Sergio Ragni che dice tutto… e niente

Mi chiedo cosa mai sapranno, coloro che verranno, di Sergio

Palazzo Della Penna. Quella targa a Sergio Ragni che dice tutto… e niente.

Fu installata all’ingresso del palazzo della cultura nel gennaio del 2014, pochi mesi dopo la scomparsa, avvenuta dieci anni fa. Una grande commozione e qualche perdonabile distrazione. 

FOTO - Palazzo Della Penna. Quella targa a Sergio Ragni che dice tutto… e niente

Tanto che – lo ricordo con emozione – ne sollecitai il perfezionamento con elementi che ne garantissero la comprensione.

Ma fu così solo in parte.

C’era scritto: “La città di Perugia a Sergio Ragni”. Ebbi ad osservare che era un po’ poco.

Andrea Cernicchi, assessore in carica, la fece smontare e integrare con le parole “intellettuale, scrittore e amico della cultura”. Precisazione doverosa e complementare.

Ma oggi, a dieci anni da quella perdita immensa, mi accorgo che le generazioni passano e con esse si rischia di perdere memoria e identità. Mi domando, prima di tutto: quanti si ricordano di Sergio e di quello che ha fatto per la città? (e questa nota intende essere un deciso, garbato memento).

Mi chiedo cosa mai sapranno, coloro che verranno, di Sergio: nemmeno in che periodo è nato, ha vissuto, ha proficuamente operato per tutti noi.

Lasciando alla data della mesta ricorrenza l’impegno per un completo ricordo (la Fontemaggiore, il CUT, il Centro di Studi e Documentazione dello Spettacolo, la docenza alla Stranieri, le regie, i testi teatrali, i libri…), avanzo questa richiesta agli attuali amministratori.

Aggiungiamo a quella targa la data di nascita e di morte (1935-2013). Perché quanti leggeranno possano almeno orientarsi nel contesto cronologico in cui Sergio ha vissuto e operato. Per non dimenticare.

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