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STORIE DI DONNE - Suor Roberta Vinerba, dall'avversione per la Chiesa alla consacrazione a Dio

Una persona appassionata della vita, che cercava la verità "in tante strade sbagliate", e poi è rimasta folgorata da un messaggio potente: "Dio ti ama". Oggi dedica la sua vita ai giovani e alla formazione teologica

La sua forma di consacrazione religiosa è un caso più unico che raro. Suor Roberta Vinerba, consacrata francescana legata alla Diocesi di Perugia, ha vissuto una vocazione letteralmente fulminante. Proveniva da “lontanissimo”, da un ateismo profondo e convinto, da un forte anticlericalismo e da quello che lei stessa definisce un “odio viscerale”. Poi un incontro, che ha cambiato per sempre la sua vita.

 “Sono stata conquistata da Dio - racconta spesso quando le si chiede di raccontare la sua storia -  ma io non avevo alcuna voglia di farmi conquistare e l’idea della consacrazione non era neanche lontanamente nella mia mente. Militavano nell’estrema sinistra e venivo da un forte anticlericalismo. Il mio era un ateismo intellettuale, quello riflesso, quello arrabbiato.

Ero una persona che cercava di essere libera e pensavo che Dio fosse Colui che negava la mia libertà di persona e che la Chiesa fosse un'istituzione fuori dai tempi che negava a me di essere donna. Poi… mi sono innamorata”.

Quando e come è avvenuto questo colpo di fulmine?

“Come in ogni storia d’amore c’è stato un innamoramento, un corteggiamento, una resistenza e poi una resa. E infine un matrimonio. La mia è stata un grande resistenza al corteggiamento di DIo. Sono contenta di essere stata caparbiamente corteggiata da Dio, perché oggi sono una persona felice!

Io lavoravo nelle p.r. per una grossa società di concessione pubblicitaria, ero fidanzata. Giravo l’Italia, avevo ruoli di responsabilità. Fu mia sorella a chiedermi di accompagnarla da un sacerdote, un normale parroco, con ‘un inganno’, e mi sono trovata davanti a quest’uomo. Quando l’ho visto ero arrabbiatissima, lui mi ha guardato, mi ha preso a braccetto per condurmi in chiesa e mi ha detto: ‘Dio ti ama’. Questa frase ha avuto un potere su di me, io non piangevo da almeno 15 anni e ho iniziato a piangere come una fontana ed è iniziata una lotta interiore in me… Dio aveva iniziato a toccare il mio cuore.

Lì è cominciato un cammino di lotta spirituale tra me e Dio, a cui ho cercato di scappare in tutti i modi, di non ascoltare la Parola di Dio e quello che dentro di me stava cambiando”.

Oggi suor Roberta, consacrata dal 1992, vive nell’unità pastorale di Prepo - San Faustino - Ponte della Pietra, è teologa moralista, preside dell’ISSRA (Istituto Superiore Scienze Scienze Religiose Assisi) e continua la sua opera pastorale in mezzo ai giovani.

“La vita è fatta di sfide importanti: ci sono cose in cui vale la pena entrare, noi abbiamo una forza che viene liberata quando ci troviamo davanti al vero, al bello e al buono. E questo ci aiuta a diventare persone migliori. Io volevo la verità della vita, la cercavo in tante strade sbagliate: quando ho sentito dove stava la verità, ho capito che non dovevo esitare e mi sono buttata a capofitto in essa”.



 

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