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Schegge di Antonio Carlo Ponti | Vocali e vocalizzi di marmo

«A noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu: voyelles./Io dirò un giorno le vostre nascite latenti /A nero corsetto, vello di mosche splendenti,/ Ronzanti intorno a crudeli fetori, golfi// D’ombra: E, candore di vapori e tende, lance/Di ghiacciai fieri, bianchi re, lance, frementi umbelle;/I, porpore, sputo di sangue, labbra belle/In riso di collera o d’ebbrezze penitenti;//U, cieli, vibramenti divini di vividi mari,/Pace d’animali al pascolo, pace di rughe/Impresse dall’alchimia su ampie fronti studiose;//O, Tromba suprema piena d’arcani stridori./Silenzi attraversati dagli angeli e dai Mondi;/ – Oh l’Omega, di quei suoi occhi il raggio viola!» Il primo verso l’ho lasciato in francese, la traduzione di Diana Grange Fiori è nel Meridiano Mondadori 1975 Opere da lei curato e con introduzione magnifica del poeta Yves Bonnefoy. Il sonetto è Voyelles del visionario e veggente Arthur Rimbaud (1854-1891), anni 37. Lo scrisse a 17 anni. Voyelles è l’esempio sommo di sinestesi. 

La figura retorica (etimologia dal greco: syn insieme e aisthánomai percepisco) che unisce più sensi in contemporanea, specie vista e odorato, in un unicum suggestivo e colorito. Giallo squillante che sembra un ossimoro ma è tutt’altro da silenzio assordante dove è coinvolto solo l’udito. Voci di tenebra azzurra: Giovanni Pascoli, o urlo nero: Salvatore Quasimodo. Non soltanto i poet* usano le metafore, anche nel linguaggio domestico si fa un bel discorrere con sinestesie: voce gelida; sguardo bollente (ghiaccio bollente è ossimoro); foto scottante, luce fredda; sapore rotondo; dolce rumore. Giuro che non volevo salire in cattedra, solo che non mi veniva niente di ‘geniale’, sarà l’afa pesante e a ’sto punto non se sia una figura retorica.

È un fastidio ma fino due settimane fa non dicevamo ma quando arriva ’st’estate ché così ci leviamo le mascherine? Spero cari* lettor* abbiate ammirato l’abilità con gli accenti. Qui non vuole l’accento. Ma voglio in chiusura elevare un peana all’abilità a scavar marmo di un giovane scultore che ha atelier ad Assisi (e scultori Affiliati) autore di due busti somigliantissimi di Guglielmo Miliocchi e di Gerardo Dottori: Dove sono? Accanto alla fontana del Nettuno in Largo Cecilia Caselli Moretti a cinquanta metri dalla chiesa di Sant’Ercolano. Sculptor optimus è MATTEO PEDUCCI. Porta capelli rasta che sarebbero piaciuti al mio amico Arthur.

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