Mercoledì, 17 Luglio 2024
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SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Tatuaggi e violenza razzista, nuoto e medaglie

Un telegiornale. Ore 13.30. Liste elettorali, candidati, sfide verbali, simboli di partiti: una miriade, promesse vuote e programmi tesi in genere a sostenere chi ha, sbarchi e retorica razzista tipo chiudiamo i porti, ma non è più il tempo di sbarrare l’ingiustizia estrema con le chiacchiere e i distintivi, i
dannati della terra di Frantz Fanon se gli rubi pure grano e mais ucraìni ti fanno a fette. Poi la guerra assassina passata all’ultimo posto, cronaca tipo
quattro diciottenni schiantati contro un albero (oh! genitori e nonni, sento le vostre urla di dolore), il funerale di Piero Angela, il campionato di serie a
senza pareggi, e altre cosucce. Un’estate così non l’immaginavamo, dopo due anni e più di pandemia: una guerra sporca e vile quasi nel cuore d’Europa,
venti di guerra in estremo oriente dove il capitalismo cinese (Karl Marx a Londra impreca nella tomba) è anche imperialismo territoriale e si annette prima il
Tibet e vorrebbe ingoiarsi in un sol boccone Taiwan.

E lo zarevic di Mosca che fa lingua in bocca (de gustibus …) con il paffuto e delirante tiranno nordcoreano che ci ha la bomba atomica e giocano con questa a fare i prepotenti altrimenti si scatena la terza guerra mondiale senza sapere, i si fa per dire grandi della terra, che è già scoppiata coi ghiacci dei Poli e delle Alpi che si sciolgono come neve al sole dei novelli Prometei apprendisti stregoni. Ti verrebbe il ghiribizzo di non voler sapere niente, inattivo come un bradipo o ottuso come una selce. Più avanti una notizia di cronaca nera, tetra come l’inferno, irrompe inattesa come la peste nera o un’ondata di fango. Mostrano un video dove un giovanotto ventenne tutto tatuato e a torso nudo sventaglia un serramanico inveendo sui binari morti di una stazione contro un operaio quarantenne colpevole di non avere la pelle bianca tutta istoriata come l’ha lui, esemplare osceno di razza ariana. 

Tutto un tripudio di brutto negro, sporco negro bastardo, torna nella foresta e similari. Di lì appare un altro con un enorme pugnale disegnato sul petto glabro e tisico, la bocca e i denti disastrati, che inveisce con un gigantesco biascicante: negro con te ci faccio una frittata, capito? Resto basito da così invereconda barbarie e mi domando perché tutto questo? Dove abbiamo sbagliato? A consolarmi la luminosità radiosa di altri giovani ventenni, donne e uomini, donne e maschi, o altro, bianchi e neri italiani, che nell’acqua di una piscina trovano medaglie e gioia di vivere, amando l’altro, senza pugnali da agitare, ma sorrisi e record. Non tutto è perduto alla ragione e al cuore, allora.
 

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