Lunedì, 15 Luglio 2024
Rubriche

SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Saman. Morire per un bacio

Che cosa è un bacio? Un apostrofo rosa fra le parole t’amo? Un giuramento fatto più dappresso? Un segreto che scambia la bocca per l’orecchio? Er più ber fiore che nasce ner giardino de l’amore? Niente di tutto questo ciarpame poetico, di questo romanticume. «Tu sei mia figlia, generata dai miei lombi, partorita con dolore dal ventre di tua madre, sei una cosa mia e sposerai chi ti indico io, un giovanotto che non hai mai visto e che vive a migliaia di chilometri, ma è il marito giusto per te. Come osi disubbidire? Posti – si dice così in questo mondo corrotto e blasfemo? – mentre vi baciate, mentre tu lo baci? Labbra contro labbra, corpo contro corpo? Non posso non ucciderti figlia mia peccatrice e ribelle. Ne va del mio onore». 

Questo accade quando la tradizione e la religione equivalgono o sostituiscono la civiltà. A Könisberg, oggi Kaliningrad, exclave russa sul Baltico, gonfia di
testate atomiche puntate su Svezia e Finlandia, viveva un omino alto 1,57, filosofo, uno precisino tanto che quando usciva per la passeggiata pomeridiana dopo il pisolo, il suo quartiere rimetteva gli orologi, ci ha insegnato che «da un legno storto come quello di cui è fatto l’uomo non si può costruire niente di
perfettamente dritto» ed è il ritratto su misura dell’uomo ’onore. Ma poi il professor Kant si è abbandonato poeticamente a una riflessione tanto alta quanto, ahimè, rara: «Due sono le cose che m’incutono ammirazione e rispetto: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me». Un filo di speranza…

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Saman. Morire per un bacio
PerugiaToday è in caricamento