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SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Parliamo tanto di donne....

Chi dice donna dice danno. La donna è mobile qual piuma al vento mura d’accento e di pensiero. Insomma è un essere che rompe i piatti mentre li lava e fracassa l’auto perché non sa guidare. Ma chittaddato la patente? E è una sciocca volubile che non sa ragionare né parlare. Un disastro. Per un povero marito o compagno (che è più comodo e à la page). Che perciò essendo lei una minus habens ha diritto di vita e di morte così almeno per una minoranza che è però un esercito e non passa giorno…Se pure il grande Ariosto osò scrivere: "Che non è soma da portar sì grave / come aver donna, quando a noia s’have, Orlando Furioso, XX, 20)" e dove li metti messer Lodovico i mariti o compagni grevi, senza fantasia nemmeno nel sesso, monotoni, routinari non son some che fanno sbadigliare la donna: moglie o compagna o amante? Sì, l’uggia è la tomba dell’amore.

Solo quando sei innamorato, invaghito, sotto incantesimo non ti accorgi della pochezza che poi si pagherà vita natural durante, come un debito che mai si estingue. Eh già, mi torna in mente il binomio innamoramento e amore di Francesco Alberoni… Una femminista come Emily Dickinson o come Lou Salomé darebbe dello str. a Alexander Pope per aver scritto che nel migliore dei casi la donna è una contraddizione. Ma chi direbbe str. a Shakespeare: «La donna è un piatto per gli dèi, se a condirla non è il diavolo». Nemmeno Michela Murgia che mi sembra particolarmente agguerrita e aspra e forte nel protestare, nel commentare, nel combattere la piaga dei femminicidi o meglio dei muliericidi. Scrive che allorché una donna angariata, picchiata, umiliata, violentata, stuprata va a denunciare il sadico torturatore deve continuamente ripetere, con scarso successo, che il mostro non perde il controllo di sé ma ha perso il controllo “di me”.

Si sente espropriato, il corpo della donna non gli appartiene più, se lo è sequestrato e requisito lei da sé, rivendicando parità, emancipazione, riappropriandosi della libertà e delle libertà. Compito arduo se il marito o il fidanzato o il compagno sono stati educati a considerare la donna come un altro da sé, non uscendo da una minorità psicologica, da un infantilismo freudiano dove impera un caos tra Es, Io e Super-Io, con terminale schiacciante dominio del terzo elemento psichico e culturale. Se questi animali che uccidono (stupidi con un destino di galera o suicidi) avessero letto un po’ di libri, se i no vax leggessero che so Jorge Luis Borges anziché il diluvio di notizie false e tendenziose che dilagano nel web, in odio alla ragione e alla scienza, avrebbero trovato come Marina, non per caso poetessa di valore, questo (ridotto all’osso) utile pedagogico pensiero del portentoso poeta argentino, il cieco Vegliardo senza tempo che aveva letto tous les livres: «Non sono sicuro che io esista. Non sono sicuro di niente. Non so niente.. Non so nemmeno la data della mia morte».

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