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SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Lo sport affratella e va oltre le barriere dell’odio e del razzismo

Yemaneberthan Crippa, Zatnab Dosso, Ahned Abdlaed, Michael Jacobbs… La sindaca di Bevagna, dunque anche un po’ la mia, si chiama Annarita Falsacappa. è una prof e suo marito è il dottor Filippo Fraolini ex direttore di banca. Sabato scorso ho visto, mentre stavo presentando la mostra di un giovanissimo talentuoso pittore bevanate: Lorenzo Proietti, è arrivando trafelato Filippo accompagnato da un altrettanto giovane, di colore, che un bruto razzista e nazista chiamerebbe brutto negro. E invece Jonathan Fraolini, è più italiano di me, e Filippo lo era andato a prendere alla stazione di Foligno, perché Jonathan che lavora a Milano non poteva mancare alla prima esposizione del suo amico Lorenzo, suo compagno di classe. 

E di amici e amiche l’artista in erba ne aveva in sala un mucchio, festante e solidale. Non sapevo dell’adozione e ho gioito quando Filippo e Annarita me lo hanno presentato come il loro terzo figlio. Adottato dopo un’attesa di otto anni e loro i genitori richiedenti due mesi in Brasile. La burocrazia non perdona, è una brutta bestia. La coppia meravigliosa coronava allora, venti e più anni orsono, il sogno dell’adozione come sigillo del loro amore, deciso razionalmente e spiritualmente fin dagli anni del fidanzamento sui banchi del liceo e nelle aule universitarie. A me che sono un vecchio arnese sentimentale tutto questo ha commosso, non so voi affezionate lettrici e gentili lettori se condividete, ma so che siete con me.

Bisogna che la pietà trionfi, la bontà di cuore vinca, la purezza d’anima si esalti. L’Inno di Mameli cantato a gola spiegata da una italiana , da un italiano di pelle nera mi scuote, anche se non avessero vinto la medaglia d’oro agli Europei di nuoto e alle Olimpiadi, messaggeri di uguaglianza, ambasciatori di pace. Grazie ai genitori di Yeman Crippa, grazie ad Annarita la mia sindaca e a Filippo il suo sposo. Ciao Jonathan.

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