Venerdì, 19 Luglio 2024
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SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Commedia tragica e ridicola in due atti sull'aggressione della Russia all'Ucraina

ATTO PRIMO. L’operazione militare speciale contro gli Ucraìni e la loro terra: migliaia di morti, città rase al suolo come Guernica o Coventry, milioni di profughi, stragi efferate come a Bucha, deportazioni in massa, segnaletica divelta e sostituita con la lingua di Boris Pasternak, che non poté ritirare il Nobel, nella cui lingua i russi non  possono pronunciare, pena sanzioni, la parola войнa (voyna, guerra). Ma tanto, discettano i “peroisti”, i freudiani pacifisti, i comunisti duri e puri, gli antiamericanisti e gli antiatlantisti non è una guerra per procura? 

Allora non ci rompete le scatole, se la vedano loro quei nazisti di Ucraìni. Son tutti colpevoli, tra il sovietico paranoico che comanda a bacchetta generali, lacchè, oligarchi inventandosi nemici e scatenando una guerra ideologica e di religione, secondato dal patriarca Kirill, ex spia del Kgb, milionario in dollari, ossessionato dai gay, chierichetto di Putin come l’ha definito giustamente ma incautamente Papa Francesco, mentre auspicava di poterlo incontrare in un colloquio di миp (mir), eirene, pax, pace, paix, peace, Frieden, béke, rauhaa… Insomma, tutta colpa di tutti tranne lui. Quante mosche cocchiere, quanti servi sciocchi dietro il paravento scolorito di: ma c’è il rischio della Terza guerra mondiale, della distruzione nucleare. 

Basta, Orfanelli di Stalin! Dimenticavo le centinaia di civili che hanno vissuto o vivono da mesi negli scantinati, nei rifugi come topi, al buio, al freddo, senza acqua, senza senso, aggrediti ca dal fanatismo crudo di un tiranno. “Voi che vivete sicuri / Nelle vostre tiepide case / Voi che trovate tornando a sera / Il cibo caldo e visi amici /Considerate se questo è un uomo / Che lavora nel fango / Che non conosce pace / Che lotta per mezzo pane / Che muore per un sì o per un no…” 

ATTO SECONDO. A euri 7,90 compro ieri all’ edicola di Patrizia: “La luna di Kiev” di Gianni Rodari (Omegna 1920-Roma 1980), illustrata dalle splendide tavole colorate di Beatrice Alemagna. Mi domando. Perché la luna di Kiev anziché la luna di Oslo o la luna di Betlemme? O la luna di Omegna? O la luna della luna? Sarebbe stato profetica anche la luna di Aleppo bombardata e coventrizzata dai russi? [Ma sì pure Bagdad da quei bastardi dei Bush!] Mistero perché tra un milione di città il poeta abbia scelto, oltre sessant’anni fa, proprio la capitale dove oggi combattono per la Patria l’eroico Volodymyr Zelensky e il suo popolo.[Ma sì con un pugno d’armi d’occidente!] Eccola per voi qui la filastrocca che è una perla, una chicca, un fiocco, una piuma, un sogno: “Chissà se la luna di Kiev / è bella / come la luna di Roma, / chissà se è la stessa /o soltanto sua sorella… / Ma son sempre quella! / la luna protesta / non sono mica / un berretto da notte / sulla tua testa! / Viaggiando quassù / faccio lume a tutti quanti, / dall’India al Perù, / dal Tevere al Mar Morto / e i miei raggi viaggiano / senza passaporto”. CALA LA TELA

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