Sabato, 18 Settembre 2021
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Schegge di Antonio Carlo Ponti | Dio è assente dai campi di battaglia....

La sentenza meriterebbe una lapide grande come la luna che solo con una faccia che pare allegra guarda commiserevole questa povera terra dilaniata dalle armi e sporca di sangue. E sull’orlo di una fine che vedrà i mari innalzarsi e i venti sempre più irruenti e rapaci. Il Novecento, il “secolo breve” perché segnato da due guerre spaventose, ha dettato la sentenza posta a titolo di questa scheggia, che avrei voluto meno tragica ma non è colpa mia se corrono tempi maligni. La scrisse appena si trovò con la mano destra coupée, tagliata da una scheggia d’acciaio in una trincea o meglio: «non ci sono mica trincee, ci sono buchi». Questo orrore segnò la vita di Blaise Cendrars che dovette imparare a scrivere con la mano gauche e a usar forse l’uncino come il pirata di Peter Pan scherzava. Sì Dio non abita le trincee né i sommergibili d’altura o i lanciafiamme.

Né può essere accanto a chi in suo nome sgozza gli infedeli o chi fa saltare in aria due grattacieli o chi insacca le donne dentro tute azzurre dalle quali esse dotate di cuore e di anima e d’intelletto guardano il mondo come le api attraverso griglie irrespirabili. No Dio lì non c’è, dorme o si è distratto o rabbrividisce se pensa che suo figlio s’è immolato invano, e pur essendo onnipossente e onnisciente e bontà e giustizia… manca dell’onnivolenza come credono gli islamici, per cui il loro Dio potrebbe ordinare l’assassinio che è la molla del terrorismo.

E lo fa con frequenza inquietante. Dio non manca di niente e contiene tutte le cose. E lascia ai suoi figli creati a sua immagine e somiglianza la libertà di fare il male o il bene. La guerra non è pietosa, la guerra è stolta, la guerra è barbarie. Non si può esportare la democrazia (che è la peggiore forma di governo eccezion fatta per tutte quelle sperimentate fino a oggi) come un bastone da viaggio o una scialuppa di salvataggio. Così come in coscienza non si può sopportare senza disgusto l’ottusa dittatura di Sergio Matteralla e di Mario Draghi che è di gran lunga peggiore del metadone. 

Il dialogo e la moderazione sono gli strumenti della pace, se beninteso al di là del fiume si è disposti a gettare ponti e non alzare muri. Altrimenti non so… so che nelle guerre muoiono perfino i poeti che sono profeti disarmati, inconoscibili legislatori del mondo. Dal testo di una conferenza a Trevi nel 2015 traggo un pugno di versi del medico canadese John McCrae caduto a Boulogne sur Mer nel 1918: «Sui campi di Fiandra spuntano i papaveri / tra le croci, fila dopo fila, / che ci segnano il posto e nel cielo / le allodole, cantando ancora con coraggio, / volano, appena udite tra i cannoni, al di sotto.// Noi siamo i Morti. Pochi giorni fa /eravamo i vivi, sentivamo l’alba, vedevamo / risplendere il tramonto. Amanti e amati. / Ma adesso giacciamo sui campi di Fiandra […] / E se non ci ricorderete, noi che moriamo, / non dormiremo anche se i papaveri / cresceranno sui campi di Fiandra». We are the Dead.

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