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Sabato, 22 Gennaio 2022
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SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Accenti vocali solecismi contro la nostra sublime lingua. Tra il serio e il faceto

Apro la tv per il tg e lo speaker pronuncia Ucràina, che tanto il molto democratico zar Putin si vorrebbe mangiare come fece or non è guari con la Crimea. Nel servizio che segue il giornalista pronuncia correttamente Ucraìna. So che son quisquìlie e pinzellàcchere ma mi dànno (come scrive il sommo Guido Ceronetti che tradusse Salmi e Marziale) ùggia. Quando scrivevo il settimanale editoriale “Giovenale” (alé!) – sul “Corriere dell’Umbria” dal 2011al 2016 – una volta iniziai il pezzo col racconto di una cena da amici e a domanda, a un ilare commensale qual fosse la sua professione, il temerario rispose: ingegnere èdile, e prontamente Nerina mi diede (dette) un calcetto nello stinco. Gli accenti, gente mia, sono importanti. Forse affrontai digià l’argomento ma si sa repetita iuvant, come sapeva Niccolò Paganini che non concedeva bis. 

Una volta sentii in diretta, ore rotundo, da un giornalista, un sain day per sine die, ma il latino non è una scienza esatta. E lo hanno bandito come un lebbroso. Tollero gli accenti per dir così gergali o dialettali come mòllica, bàule ma non rùbrica, che significava segnare in rosso rubrum) le cose “ricordatoie”. Sì, vabbè, l’italiano non è lingua d’accento come il francese o l’ungherese, ma qualcuno in più non costa (ma metterei una tassa per ogni congiuntivo sbagliato da parlamentari o insegnanti). Gli strafalcioni sono buoni per far una risata, ma urtano le trombe d’Eustachio e la sindrome di Stendhal. Salto il tema degli accenti e degli apostrofi sbagliati: qual è (qual è), c’è (ce) la faremo, un pò (po’) di grammatica o la pronuncia giusta: io valùto, ho il cómpito, vado in chièsa, vado fuòri, ha vinto il Nobèl, un viaggio in Florìda, la benzina evapòra, ha cucinato una vera leccornìa, lui pensa solo a sé, a sé stesso, perché lo fai?, mi vuoi persuadére… Gli ingegneri abbiam visto possono essere idràulici o edìli, ma i funghi non velenosi sono edùli, cioè mangerecci. 

Non affronto il tema degli esterismi (mio) neologismo che sono gli isterismi esotici, come eclatante, francesismo che mi sta sulle balle quando c’è gratis il patriottico (piace molto a Giorgia Meloni) clamoroso, così mi ha stufato l’aggettivo straordinario come passepartout, scusate volevo usare passaporto, con sinonimi come favoloso, eccezionale, fenomenale, formidabile, strepitoso, sorprendente, fantastico…insomma quanto siamo pigri. Vi elenco (tratti da In punta di lingua di Cesare Marchi) alcuni esilaranti e autentici titoli di giornale o annunci dove gli elementi del discorso sono messi a casaccio generando involontario umorismo. 

«Vendiamo impermeabili per bambini di gomma. Abbiamo trasmesso il discorso del ministro diviso in quattro parti. L’ufficiale diede l’ordine di sparare al plotone d’esecuzione. Dopo due anni di latitanza i carabinieri hanno arrestato un pericoloso malvivente. A Shangai hanno affisso migliaia di cartelli che invitano a non fumare in cinese. Inutile caccia alle cozze insane.» L’ultima è davvero deliziosa. Intendevano dire cozze non sane. Insano è sinonimo di folle, pazzo. Cozze dell’altro mondo! esclama l’inarrivabile e indimenticabile autore veronese. Quanto al covid che impazza noi siam tutti diciamolo urbi et orbi stremati da questa terribile spada di Adamocle che ci sta da un par d’anni sopra la capoccia.

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