Sabato, 13 Luglio 2024
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SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | Ucraìna, Zelensky, l'Italica resistenza e le armi da occidente per quella anti-Putin

Un primo dato? Volodymyr Zelensky sta già un po’ sulle scatole. Come accadde, in piccolo, al mitico Tonino di “Mani Pulite”, tutti Napoleoni dall’altare alla polvere in un fiat, in un baleno. Attore e regista, ricco grazie al successo, piccoletto, ebreo, presidente per strani disegni del fato sostanziati da un voto popolare del 73 %, ma che sta’ a resìste, nun ’sta allunga’ l’agonia, arrènnete ch’è mejo, ma ce lo sai quante vite sarvi? E lui, novello Leonida, comunica al globo che se resiste lo fa anche un po’ per l’Europa perché, cari italiani sordi ciechi ma non muti, lo spietato erede di Stalin e di Beria vuole tutti e due i mari e rubare a un popolo gli sbocchi portuali e vuole voracemente pure la Transnistria russofona e/o russofila della Moldavia sovrana, oltre al Donbass e alla Crimea. E vorrebbe tanto, mentre l’eroe si difende e invita inane e invano al negoziato, e dissacra co attacchi indiscriminati persino la Pasqua ortodossa con un Patriarca che consacra le stragi, vuole ammazzarlo questo rompicoglioni di Volodymyr che risponde l’ingrato: «no, nemico mio, grazie tante ma se voglio, e non lo voglio, fossi matto come te, se mai mi faccio fuori da me, come stanno facendo molti tuoi oligarchi». 

Volodymyr, per caso capito dentro eventi forse troppo grandi e terribili per lui, nel ventre di una guerra demoniaca e delirante, crudele, sanguinaria contro specie i civili, affidata per i compiti più sporchi a mercenari ceceni e di altre feroci etnie, che ha registrato la morte sul fronte e sul campo di una ventina non di caporali ma di generali, ha intorno a sé almeno tre cinture di protezione, e nei libri di scuola – per quel che vale ahimè – sarà l’eroe della Resistenza ucraìna e l’abietto tiranno sarà inscritto sulla lavagna dei cattivi – per quel che vale ahimè! Nela memoria più perenne del bronzo. Io penso che sia così lapalissiano da quale parte stare che mi prudono le mani, con questa tiritera che inviare armi sia incostituzionale, e non lo è, o significhi prolungare la guerra; no, è con eroismo fare Resistenza contro la violenza, i crimini di guerra, l’ingiustizia, affermare fino alla morte i valori di libertà. 

Sovranità, diritto internazionale, trattati e dichiarazioni sovranazionali, questo è follia pacifista autolesionista e giustificante ogni prepotenza. Gli alleati non fornirono nella seconda guerra mondiale armi, strategie, istruttori, tecnologie ai nostri Partigiani, alla nostra Resistenza, pur in talune sacche guerra civile, un movimento armato che è la genesi della libertà e delle libertà, della democrazia sia pure imperfetta, della Costituzione della Repubblica Italiana? Firmata da Enrico De Nicola, liberale, capo provvisorio dello Stato, Umberto Terracini, comunista, presidente dell’Assemblea Costituente, Alcide De Gasperi, cattolico, democristiano, presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Grassi, guardasigilli, il 27 dicembre 1947. Che consiglio di andare a rileggere, o a leggere come sospetto, al presidente dell’Anpi Associazione nazionale partigiani d’Italia, che non è super partes, è rimasto sovietico, intus et in cute, dentro nel cuore, non l’ho sentito apertis verbis condannare l’invasione, o nominare in negativo il dittatore russo, e offende tutti i nostri connazionali caduti combattendo o resistendo contro il nefasto nazifascismo, fra cui il fratello di mia madre, Gabriele Crescimbeni, tre figli piccoli, morto a cinquant’anni in un campo di concentramento di Innsbruck. Che tacciano i cannoni e suonino a rintocco le campane della pace, come predica al deserto papa Francesco, come si prega laicamente nella Marcia Perugia-Assisi di Aldo Capitini.

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