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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
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SCHEGGE di Antonio Carlo Ponti | "Ma il desio di far mal non manca mai"

Ci piovono quotidianamente addosso, e siamo senza ombrello sotto gli acquazzoni, migliaia di notizie: farlocche, utili, farneticanti, malvagie, educanti, erudite, simpatiche, ortodosse, deliranti, generose, edificanti e così via elencando perché il mondo è questo, la realtà imita l’arte, l’immaginazione non ha confini. Il mondo è fatto di fatti e non di cose. E una notizia falsa è un dato con il quale dover fare i conti. Io dico sempre è molto più conveniente lanciare al di là delle valli e dei fiumi dei ponti anziché innalzare dei muri.

Perché picchiettare nel segreto della proprio desco elettronico insulti o proclami d’insensati progetti di violenza, quando si possono predicare disegni di civile convivenza e di saggia solidarietà? Ma in ciascuno di noi allignano sentimenti alla Iago, il simbolo di chi gode a dannare l’anima degli altri fingendo amore o amicizia. Dicevo che siamo assediati da miriadi di news, e può sfuggirne una davvero da annotare. Non sapevo o non ricordavo che la Senatrice a vita Liliana Segre, novantenne, sopravvissuta alla barbarie hitleriana di Auschwitz (dopo Auschwitz non si potranno più scrivere poesie commentava amaramente il filosofo Theodor Adorno), essa, persona sacra e fragile come un cristallo di Murano, monito e preghiera di pace, vive con la scorta. È minacciata di morte. In questa Italia europea, antifascista e repubblicana nata sulla Resistenza alle violenze e ai deliri totalitari di Benito Mussolini. 

E questo tiranno artefice di disastri viene ricordato con cortei inaccettabili, offensivi per chi è morto per difendere la libertà e le libertà, pericolosi se non fossero ridicoli e patetici, manifestazioni di chi ha svenduto le meningi a nostalgie storicamente aberranti. Perché la storia, pur se secondo una vulgata, secondo un mantra è scritta (sempre) dai vincitori, tuttavia ha i suoi contenuti e le sue forme in un recinto di onestà e obiettività. Che non va oltraggiato da non provate, apodittiche, strumentali distorsioni di giudizio. Rivoltando la verità. Ebbene, la scorta alla Senatrice è un atto che offende la democrazia e l’umanità.  Tutte le scorte sono segno di latitanza della morale e delle virtù repubblicane, un rimedio che sembra non si può sostituire con altra difesa, le vie del Male essendo ahinoi molteplici e forse infinite. Un’arietta di Pietro Metastasio ad hoc intona: «… ma il desio di far mal non manca mai».

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