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Domenica, 14 Agosto 2022
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CORREVA L'ANNO di Marco Saioni | Perugia 1914 -Storia di un perugino che inventò il suo carburante su base alcolica, alternativo alla benzina

Nel settembre 1914 l’Unione Liberale ospitò una pubblicità sparata a tutta pagina, dove si annunciava a caratteri cubitali, la vendita di uno strano prodotto, l’Eterol, disponibile presso un garage cittadino. Magre informazioni riferivano sulle proprietà di un surrogato della benzina, tali da migliorare la resa dei motori. Null’altro. Lo stesso giornale, un mese prima, aveva tuttavia dedicato ampio spazio a un’intervista con Luigi Purgotti, scienziato e imprenditore, già noto per l’invenzione dei fiammiferi privi di fosforo, la cui manipolazione metteva a rischio gli operai della Saffa, addetti alla produzione. Avuto notizia di tale carburante, proposto in alternativa della costosa benzina, il cronista, poiché anche automobilista, combinò un incontro con Purgotti.

Ne discese un’amichevole chiacchierata, incentrata sulla notevole portata della scoperta, le cui premesse, espresse dall’inventore, sorprendono per le forti analogie con l’attualità. In quel periodo l’Europa bruciava da un anno in un conflitto che prestissimo avrebbe coinvolto l’Italia e già si registravano aumenti in ogni settore, anche alimentati dalla speculazione, tanto da costringere il Comune a imporre un calmiere per i prodotti di prima necessità. Il diffuso rincaro comprendeva anche la benzina, importata unicamente dai produttori americani. La necessità di affrancarsi e rendersi autonomi era pertanto cogente secondo il Purgotti.

Non solo, c’era anche da fare i conti con il probabile esaurimento dei pozzi entro i prossimi decenni per cui “ben prima della fine del secolo le automobili con motore a benzina saranno un ricordo storico”. Lo scienziato perugino, al solito, riservatissimo e poco incline alla ribalta, rivelava una straordinaria capacità di guardare lontano. Risorsa ormai rarissima presso la classe dirigente. Una fonte disseccata. L’Eterol era un carburante a base d’alcool, ottenuto mediante uno specifico processo, in grado di alimentare qualsiasi motore a scoppio, con capacità di resa superiori alla benzina e dal costo notevolmente inferiore. Si poteva usare anche miscelato con il tradizionale carburante, in pratica la scoperta del secolo. Benché schivo quanto si vuole ma non fesso, Purgotti, ben consapevole della sua intuizione, ottenne subito il brevetto dal Ministero dell’Industria.

L’intervista andò avanti con domande e risposte di natura tecnica ma il desiderio inconfessato del cronista istigava alla sperimentazione su strada. Sembrò aver letto nel pensiero quando l’autorevole interlocutore gli propose la prova. Anzi facciamo così, precisò, “prima proverà con la mia automobile poi le darò dell’Eterol e lo proveremo, se crede, sulla sua macchina”. L’esperienza di guida dimostrò accensione immediata a freddo e maggiore potenza in salita, tale da eludere il cambio di marcia. Nel tratto di strada che dalla stazione conduceva al centro si filava che era un piacere. Non più pestilenziali emissioni di gas di scarico, temperatura dell’acqua di raffreddamento inferiore rispetto alla benzina. Insomma un trionfo, ma un’ultima domanda fu necessaria, quella sulla spesa di produzione.

Oculata la risposta. Trattandosi di una fase sperimentale era oggettivamente difficile calcolare i costi su più vasta scala ma di una cosa fu sicuro, sarebbero stati di certo inferiori a quelli della benzina. Purgotti era infatti persuaso che l’alcool “per la facilità della sua produzione e per essere sostanza inesauribile” dovesse rappresentare la necessaria svolta per l’alimentazione dei motori, nonché un enorme vantaggio economico per il Paese, non più vincolato all’acquisto della materia prima. Che fosse una scoperta di rilievo e appetibile per i risvolti economici lo dimostrò il contratto stipulato qualche giorno dopo con due importanti ditte torinesi, Schiapparelli e Gullinelli. Nelle more dell’atto si stabilirono gli accordi per la produzione e lo sfruttamento del carburante Eterol. 

Ma Purgotti pretese, nonostante le dure obiezioni dei contraenti, volte a limitare i profitti in esclusivo ambito locale, il loro, di includere anche l’Umbria. Fu la guerra, con tutti gli sconvolgimenti economici e materiali, a interrompere un percorso che avrebbe forse potuto aprire nuove prospettive. Oggi i motori alimentati da miscele su base alcolica sono una realtà consolidata in Sudamerica. In Brasile, in particolare, il bioetanolo, prodotto in abbondanza dalle piantagioni di canna e di barbabietola e miscelato con acqua costituisce il carburante per la maggior parte dei motori. Costo al chilometro: un terzo di quello della benzina. E ‘opinione comune che la paternità sulle potenzialità energetiche dell’alcool appartenga al paese della samba dove si produsse nel 1927 il primo motore così alimentato. Il brevetto del 1914 suona un’altra musica, quella composta da un geniale e schivo perugino.

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