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L'INDISCRETO di Maurizio Ronconi | L’oroscopo dei politici dell’Umbria: Regionali 2024 "cambio di cavallo" nel centrodestra?

Il girone di ritorno è iniziato. Le elezioni amministrative in Umbria, tranne Narni ed un pò anche Terni, non sono imminenti ma si avvicinano. Perugia e molti altri comuni rinnoveranno i propri amministratori nella primavera del 2024, nell’autunno dello stesso anno si voterà per la Regione. La consapevolezza di quanto oggi la politica abbia tempi molto più brevi rispetto a quanto avveniva in passato rende complicato immaginare già da ora prossimi scenari e protagonisti e tuttavia quello che è avvenuto negli ultimi mesi di vita amministrativa autorizza valutazioni ed anche oroscopi politici. Avvertendo, per evitare malintesi e possibili risentimenti, che è come se fosse un gioco.

Già il centro destra, forse realizzando la curva discendente dei consensi che da qualche tempo si è manifestata, ha iniziato ad interrogarsi anche se ancora con riti bizantini e alquanto inconcludenti come l’ultimo incontro di Deruta alla presenza non solo dei generali e dei colonnelli ma anche dei sergenti e dei caporali delle rispettive schiere. Romizi conclude con questo secondo quinquennio la sua esperienza di sindaco di Perugia. La conclude, è un giudizio personale, con onore per aver amministrato per dieci anni una città difficile, con continuità pluridecennale governata dalla sinistra e sino ad allora considerata una vera roccaforte. Romizi con una esperienza maturata sui banchi dell’opposizione, ha saputo governare non solo la città di Perugia ma anche la sua coalizione apparsa non sempre consapevole e pronta alle nuove responsabilità. Si dice che Romizi abbia ambizioni “romane”, ma il taglio del numero dei parlamentari, gli attuali due uscenti di Forza Italia, la contrazione dei consensi della stessa Forza Italia, non incoraggiano le sue ambizioni.

Se la città di Perugia rinnoverà gli amministratori nella primavera del 2024, nell’autunno dello stesso anno toccherà alla Regione eleggere il Presidente e i Consiglieri regionali. Difficile valutare sin d’ora il lavoro della Presidente Tesei ma di certo la sua Giunta non si sta distinguendo e non appare aver impresso una svolta rispetto al sempiterno potere della sinistra. Gli umbri che nell’autunno del 2019, sull’onda della presunta sanitopoli, avevano in massa concesso la fiducia alla Tesei e al centro destra, oggi mostrano la loro disillusione rispetto ad una maggioranza litigiosa e spesso inconcludente. Semmai la responsabilità della Presidente, se mai dovesse essere chiesto un parere, è quello di non aver richiamato all’ordine nè consiglieri nè assessori ed anche di non aver garantito una collegialità di responsabilità tenendo pervicacemente fuori Fratelli d’Italia dalla Giunta. Scelte che probabilmente non hanno rafforzato il ruolo della Presidente e neppure quello della coalizione di centro destra tanto che sia i sondaggi e soprattutto le elezioni amministrative recenti hanno rappresentato qualcosa di più di un campanello d’allarme.

Non è difficile immaginare un ricambio nelle candidature apicali del centro destra. I sondaggi, le recenti consultazioni elettorali locali hanno con chiarezza evidenziato che per la destra umbra non solo è passata l’onda lunga ma sta arrivando una poderosa risacca. Riconfermare in queste condizioni l’attuale squadra vieterebbe molti argomenti al centro destra che potrebbe ritrovarsi in svantaggio rispetto ad un centro sinistra che pare abbia ormai, sia pure per alcuni mal di pancia, scelto la Sindaca di Assisi nonché Presidente della Provincia, come candidata alla Presidenza della Regione. Una politica ormai esperta, assai attiva, presente e con solide relazioni romane ed anche oltre Tevere.

Facile dunque immaginare un “cambio della guardia” nel centro destra con Romizi deviato nella sua rotta verso Roma all’altro capo di Corso Vannucci e la Presidente invece verso Roma. La non remota alternativa a Romizi è rappresentata da Squarta, attuale Presidente del Consiglio regionale. Questo dipenderà dalla forza ma anche dalla debolezza dei rispettivi partiti di appartenenza, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Passaggi di certo delicatissimi e resi ancor più complicati e truculenti dal draconiano taglio del numero dei parlamentari oltre che dal sia pur modesto recupero di consenso del centro sinistra che permetterà, forse, di recuperare qualche seggio parlamentare sottraendolo al centro destra. Fantapolitica? Forse, ma non molto lontana dalla realtà.

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