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PERUGINERIE Quando Wagner venne a Perugia

...e fece rimediare una pessima figura al direttore della nostra Banda comunale

Un’altra ‘cartolina’ storica, uscita dal cilindro dello studioso Gian Biagio Furiozzi, amico di Perugia Today.

 Esordisce premettendo. “Richard Wagner (Lipsia 1813 – Venezia 1883) è stato uno dei massimi musicisti europei e tra i maggiori esponenti del romanticismo”.

Chiariscici un’ambiguità. Fu nazista o libertario?

“Fu motivatamente accusato di razzismo e di antisemitismo (contribuì alla diffusione delle opere e le idee del filosofo francese Joseph Arthur de Gobineau) tanto da essere molto ammirato da Hitler. Anche se, da giovane, aveva preso parte ai moti del 1848, la cosiddetta  ‘primavera dei popoli’, insieme a Bakunin”.

Che ragioni aveva Wagner per venire in Italia, e segnatamente a Perugia?

“Avendo problemi di salute riconducibili alla sfera fisico-psichica, soggiornò in vari periodi in Italia. E anche a Perugia”.

Cosa ci racconti a proposito del musicista tedesco e dell’ignorantia perusina?  

“Nel 1880 il musicista venne a Perugia. Ospite, con la moglie, nel vecchio Brufani, il villino di gusto neorinascimentale Gnoni-Mavarelli, oggi Hotel Iris, tra via Marconi e via Fanti”.

Resta traccia di questo soggiorno?

“Se ne ricorda il passaggio in una targa collocata sul retro dell’edificio, in Via Manfredo Fanti, accanto alla sede regionale RAI”.

Come reagì la città a questa presenza?

“L'accoglienza della città fu calorosa e cordiale. Il Sindaco Ulisse Rocchi, allertato dell’arrivo a Perugia di un non meglio precisato ‘musicista straniero’, inviò il direttore della Banda comunale a porgere i saluti di benvenuto, a nome e per conto della collettività”.

 Come si comportò costui?

“Rimediò una pessima figura, specialmente considerando il suo ruolo e la relativa (im)preparazione da musicista”.

Dunque cosa fece?

“È di rilievo ricordare cosa disse. Ed è opportuno non citarne il nome”.

Frasi memorabili?

“Da dimenticare. Questi, ignorando la fama dell'illustre ospite (all’epoca impegnato nella composizione del “Parsifal”) gli rivolse parole di cui solo oggi possiamo percepire con chiarezza l’improvvida e totalmente inconsapevole ironia”.

Quali le esatte parole?

“Voglio, signor Wagner, esprimervi il seguente augurio: possiate voi, temprato dal soggiorno nelle nostre aure salubri, tornare nel vostro Paese e ivi scrivere tal musica che un giorno la vostra fama voli tanto lontano quanto quella del nostro immortale Morlacchi”.

Un paragone inadeguato o addirittura improponibile?

“Indiscutibilmente. Francesco Morlacchi (Perugia, 1784 – Innsbruck, 1841) non era un musicista di scarso rilievo, se pensiamo che scrisse 20 opere e 40 liriche da camera. Per qualche anno fu maestro di cappella nella cattedrale di Dresda. Nel 1874 il Comune perugino gli intitolò il teatro, che ancora oggi porta il suo nome, e che in precedenza si chiamava teatro del Verzaro. Ma il paragone, in termini di fama ed esiti artistici, è decisamente improponibile”.

Cosa, oltre alle opere immortali, si ricorda (in chiave di innovazione) di Wagner?

“Oltre alle tante opere, meritatamente famose, di Wagner si ricorda che fu lui, per primo, a far collocare l’orchestra in una buca sotto il palco”.

Ebbe rapporti con altri amici di Perugia?

“Wagner fu amicissimo del re Ludwig di Baviera, anch’egli un habitué di Perugia, essendo l’amante di Marianna Bacinetti Florenzi Waddington. Quando era erede al trono, Ludwig venne spesso a Perugia (al palazzo del Verzaro e a Colombella) per incontri galanti con l’intellettuale e nobildonna, perugina di acquisizione, in quanto sposata col nobile Ettore Florenzi, con casa anche nell’attuale via Baglioni”.

Insomma, l’episodio della magra (IGNOMINIA PERUSINA) è da ricordare o da… dimenticare?

“Ricordiamolo… con un po’ di vergogna!”.

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