rotate-mobile
Rubriche

Correva l'anno di Marco Saioni | Perugia fine Ottocento, la nobil-donna che importò l'amore libero

Si disse che ai timidi e inesperti offrisse persino sostegno, scacciando paure e pregiudizi indotti da un’educazione repressiva, recintata entro le consuete norme dell’eterosessualità, monogamia

Si firma con uno pseudonimo e di lei tace il nome ma ne rivela la singolare indole indomita. Una dea dell’amore, tale anonima ragazza perugina, seppure al tempo certamente nota in città. Mai si vendette né piegò il sesso al tornaconto, precisa il cronista. Un fascino straripante da inebriare, il piacere sempre condiviso, in nessun caso subito o concesso. Un corteo variegato di amanti, sempre scelti da lei, fosse per un’ora o una notte. Storie di fremiti e sussulti, volti solo a esaudire una libido potente ma non malata. Era la sua natura e non aveva ritegno nell’affermarlo. Gelosia, fedeltà, costanza erano per lei “ipocrisie da impotenti “ arnesi tossici da rendere malsana e indigesta la sua personale cognizione dell’amore, il cui fine supremo consisteva nel puro  appagamento fisico.

Somministrava, condividendo la felicità di un amplesso occasionale, senza refoli di possesso a inquinarne gioia e spontaneità. Mai uno scandalo o strepiti di gelosia.
Scansò ricchezze, posizioni sociali, prestigio, che avrebbe pure ottenuto. Nulla la inebriò quanto il suo volere libero di essere tale. Furono i numerosi amanti, confidandosi l’un l’altro e vantandosi con gli estranei a imbastirne il profilo. Battute da osteria, dettagli a mezza bocca, seduti in un caffè, declinati dal catalogo della propria ars amatoria, reale o presunta, con tutto il repertorio messo in campo tra le lenzuola. Senza troppo esagerare, magari, poiché il rischio di essere smentiti e derisi era concreto, vista l’indole disinibita del soggetto. Di una donna comprata avrebbero altrimenti taciuto per proprio decoro, ma da lei erano stati scelti per avvenenza o sensualità, dunque legittimati a gloriarsene. Frammenti malati di un discorso amoroso, buoni tuttavia a comporre un quadro triviale, da scodellare in pubblico, da parte di coloro che pure avevano esultato tra le sue braccia.

Si disse che ai timidi e inesperti offrisse persino sostegno, scacciando paure e pregiudizi indotti da un’educazione repressiva, recintata entro le consuete norme dell’eterosessualità, monogamia, matrimonio, imposte dalle istituzioni, laiche e religiose. Concetti che avrebbe approfondito con maggiore fortuna lo psichiatra Wilhelm Reich nei decenni successivi, volti a dimostrare come la repressiva morale sessuale dominante nella società e nella famiglia assolvesse una precisa funzione sociale, finalizzata al controllo delle masse indifese. In sostanza una benefattrice, colta e disinibita. Una delle “etere” redivive, attive nell’antica Grecia, non prostitute, piuttosto compagne di godimenti, il sesso, certo, ma anche musica, conversazione, poesia.

La Grecia era lontana, tuttavia, nel tempo e nello spazio. Rarissimi gli ex amanti che le rivolgevano un saluto e mai in pubblico. Primi indizi di rigetto da parte di una collettività sempre più ostile, poi il tempo delle rughe, il corpo che sfiorisce. Fu allora che insulti e soprusi dilagarono. Nessuno a difenderla, anche quando per i rovesci della fortuna si trovò a mal partito, un folto coro di moralisti fu lesto a riscontrare la palese punizione divina. Un’anima dannata, pronta per l’inferno dantesco, da precipitare in una perenne tempesta tra i lussuriosi, anche se da quelle parti avrebbe incontrato volentieri Paolo e Francesca e altri colleghi d’amor carnale.

Sarà l’anonimo cronista, mai oggetto d’interesse da parte della donna, a esprimere il desiderio di offrirle il braccio “di fronte a tutta la folla dei bigotti scandalizzati, degli ipocriti ingrati”. Non è noto l’esito del proposito. Comunque la si pensi sulla disinibita signora, vale suggerire il ricordo di un sogno in musica, quello di Lucio Dalla e un gioioso, auspicato anno che verrà, quando ognuno si farà l’amore come gli va.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Correva l'anno di Marco Saioni | Perugia fine Ottocento, la nobil-donna che importò l'amore libero

PerugiaToday è in caricamento