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Sabato, 18 Maggio 2024
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NUVOLE di Antonio Carlo Ponti | Una pittrice che dipinge come una fata

La Pasqua è passata. Una Pasqua di un anno con una guerra orribile ai confini d’Europa. Ne ho scritto su così tante parole nelle “Schegge” che sono esausto. Le “Nuvole” devono navigare in cielo leggere e dimentiche delle cose terrene. Io, pur carco di anni, ho la memoria tuttora carica. E vigile. Avevo promesso a Rita di raccontare la sua pittura tanto diversa dalle altre di altre artiste e di altri artisti. E ve lo svela uno che ne conosce un mucchio, qui in Umbria beninteso mica di Ciociaria o di Friuli. Rita, è come incontrare in un bosco dei Fratelli Grimm una creatura che subito ti fa pensare al sogno e alle fiabe, entità letteraria e poetica di cui hai istintivamente bisogno come l’aria per respirare. Il suo sorriso non è un sorriso ma un riso divino, un tripudio di valori e di amori. 

Rita è. Semplicemente. La sua pittura è. I suoi gatti sono. I suoi quadri, perché di quadri trattasi, sono. Colorati,image2 (1) selvaggi e filosofici, astrusi e astratti pieni di figure emblematiche e surreali, creature anch’esse di mondi onirici, di territori senza logica, senza simmetria, senza ordine, senza geometria. Ma pervasi da una forza narrante di rara potenza, forti, robusti, e leggeri come nuvole dipinte. Rita è brava per usare una formula di giudizio antica come la terra che ci ospita da millenni. A lei si deve la copertina del romanzo di Romana Petri “Rubare la notte” su Antoine de Saint-Exupéry, uscito coi tipi di Mondadori. Cover bella come una mareggiata o un volo di notte. Rita è Rita. La laureata in medicina Rita. Rita Albertini.

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