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Sabato, 18 Maggio 2024
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LIBERO PENSIERO Superstrade a 3-4 corsie. Un po’ di storia

Ma il raddoppio ferroviario fu, e resta, araba fenice

Superstrade a 3-4 corsie. Un po’ di storia. Ma il raddoppio ferroviario fu, e resta, araba fenice.

Dal 1959 si iniziò a realizzare superstrade in Umbria con la SS3 FLAMINIA Foligno-Spoleto-Terni.

La questione delle corsie. All'inizio erano superstrade a tre corsie che si rivelarono pericolosissime, tanto da essere trasformate subito a due corsie. In seguito si realizzarono, opportunamente, superstrade a quattro corsie: la prima fu la tratta Ponte Valleceppi-Collestrada.

Con numerose fonti di pericolo. Erano tre i difetti più gravi: raggi di curvatura miseri, assenza di spartitraffico e attraversamenti a raso. Quindi, nulla da invidiare, in fatto di pericolosità, rispetto alle prime.

Sul fronte ferroviario… tutto tacque. Raddoppiamento, addio! Nel campo ferroviario, viceversa, si azzerò ogni potenziamento: in primis il raddoppio dell'arco ferroviario umbro Terontola-Foligno-Orte, sebbene ripetutamente promesso.

Oggi servirebbe più che mai. Oggi questo raddoppio servirebbe sia per attivare una metropolitana di superficie, come il TramTreno, sia come servizio alta velocità per tutta l'Umbria.

Intanto facciamo diatribe sul nodino. Sulla questione Nodino/Nodo, la polemica rimane largamente concentrata sul solo argomento mobilità su gomma. Ed è un male.

Quei soldi si potrebbero spendere meglio. Difatti, con lo stesso mezzo miliardo di euro si potrebbe realizzare almeno il raddoppio ferroviario tra Ponte S.Giovanni-Foligno, tutto in pianura.

L’errore di parlare solo di strade, mai di linee ferroviarie. La vera emergenza umbra è proprio la totale mancanza di attenzione verso un sistema ferroviario moderno. Altro che inseguire i soli problemi dell'assetto stradale che veramente sono destinati ad aggravarsi uno dietro l'altro proprio per la mancanza di infrastrutture ferroviarie.

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