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LIBERO PENSIERO Quella gerarchia dei trasporti in Umbria… tutta sbagliata

Vigono i tracciati del tempo di Pio IX. L’errore di privilegiare il sistema superstradale

Quella gerarchia dei trasporti in Umbria… tutta sbagliata. E si preannuncia di peggio. Vigono i tracciati del tempo di Pio IX. L’errore di privilegiare il sistema superstradale.

Perché si continua a voler privilegiare la strada rispetto alla ferrovia, arrecando danni alla comunità?

Sbilanciamento a favore del sistema stradale. È sotto gli occhi di tutti la situazione delle infrastrutture in Umbria, decisamente sbilanciata a favore del sistema stradale.

Ferrovie risalenti al periodo dello stato pontificio e pre-unitario. Il sistema ferroviario si avvale di tracciati progettati al tempo dello Stato Pontificio e realizzati  nel periodo in cui si combatteva per l’unificazione dell'Italia.

Cosa fare per modernizzare? Per portare il nostro assetto ferroviario al pari del sistema stradale e aeroportuale, occorre raddoppiare la Orte-Falconara e la Terontola-Foligno.

Una spesa consistente, ma giustificata. Per realizzare i due raddoppi occorrerebbero circa 6-7 miliardi di euro.

E invece si chiedono soldi per le strade. Paradossalmente, si chiedono al governo nazionale altre risorse per risolvere alcune criticità del sistema stradale, aumentando ulteriormente il divario tra i due sistemi. 

L’assurdo di Creti. Incredibile e assurda è la richiesta di una stazione sulla Direttissima da realizzare a Creti, in Valdichiana,  a ridosso delle province di Siena e Arezzo. Come dire: portiamo le comodità in casa d’altri.

Ci si arriva solo su strada… e si aggiunge danno al danno. Creti è da raggiungere esclusivamente con il  sistema stradale, disconnettendo,  in modo definitivo,  la rete ferroviaria umbra da quella nazionale.

Migliori le decisioni di qualche anno fa. Qualche decina di anni fa si era imboccata  una diversa e virtuosa direzione. Col potenziamento dell'arco ferroviario Arezzo-Perugia-Foligno-Terni-Orte,  tramite le interconnessioni in Direttissima di Orte e di Arezzo.

Con quali benefici effetti? Primo fra tutti, il vantaggio per l'Umbria di essere servita direttamente e senza rotture di carico: ossia senza cambiare sistemi di trasporto.

Soldi buttati. Il  paradosso sta nel fatto che, con il costo della realizzazione del nodo stradale di Perugia, si poteva raddoppiare e velocizzare l'intera tratta ferroviaria Terontola-Foligno.

L’errore continua. Invece si continua a puntare e spendere sull'ottimo sistema superstradale, inventandosi raddoppi di tracciato, che viceversa si potevano evitare, proprio al fine di riequilibrare il divario tra strada e ferrovia.

Conseguenze: gli altri veloci… e noi a passo di lumaca.  Qual sarebbe/sarà il danno per la nostra regione, se si decidesse di  abbandonare (e penalizzare ulteriormente) il sistema ferroviario?

Mentre le  altre regioni viaggeranno ad una velocità media di circa 150 km/h, l’Umbria,  rinunciando al servizio Frecciarossa direttamente nel nostro territorio, si dovrà accontentare di una prestazione molto inferiore.

E cambiando mezzo di trasporto. Con l’aggravante della scomodità di cambiare mezzo di trasporto proprio ai nostri confini. L'Umbria sarà un'eccezione italiana: in peggio. Cosa  che non gli farà certamente onore.

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