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Lunedì, 6 Febbraio 2023
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LIBERO PENSIERO Nodo sì, nodo no. Chi è per il ‘nodo’ e chi è contro potrebbe trovare un’utile convergenza

Esistono alternative che non comportano danni rilevanti all’ambiente e sono di sicura utilità

Nodo sì, nodo no. Chi è per il ‘nodo’ e chi è contro potrebbe trovare un’utile convergenza su alcune soluzioni ragionevoli. Che ci sono.

Esistono infatti alternative che non comportano danni rilevanti all’ambiente e sono di sicura utilità.

Sulla questione del nodo c’è, in alternativa, la diretta Lidarno-Aeroporto-Ponte Nuovo di Torgiano. Insomma, i comitati farebbero bene a proporre alternative strutturali, non solo l’aumento di corsie.

Altra possibile prospettiva strutturale potrebbe essere quella della tratta Collestrada-Ponte-Balanzano posta in viadotto basso, come ad Ellera.

È ormai assodato che la gente umbra è portata a viaggiare con la propria auto e così la maggioranza dei cittadini propende per il Nodo.

Ma, in questa maniera, i due schieramenti sono portati a farsi la guerra senza costrutto. Ciascuno propone riflessioni ragionevoli, intendiamoci. Ma, di questo passo, non si arriva a nessuna soluzione.

Ingolfamento della zona Ospedaliera. C’è anche da sottolineare che col Nodo convoglieremmo grandi flussi automobilistici nei pressi del più grande ospedale della Regione. Quando invece una tale area, per ovvie ragioni, dovrebbe essere messa sotto tutela.

Quale progresso, gli autobus? Mentre discutiamo, stiamo perdendo il trasporto ferroviario. Sta di fatto che in questa guerra di logoramento, con diversi colpi sotto la cintura, non ci si accorge che stiamo perdendo il trasporto ferroviario di qualità. Infatti la soluzione, per noi umbri, non è la realizzazione del terminal toscano (stazione MedioEtruria) che porterebbe ad innescare un sistema di collegamenti umbri con gli autobus. Non si tratta certamente di un passo avanti.

E non è vero che il sistema Frecciarossa costi di più. Anzi, conti alla mano, sta costando meno di un nostro treno regionale.

Spieghiamoci con un esempio. Se, il 25 gennaio (verifica di una decina di giorni fa), uno avesse inteso recarsi a Milano (450 km), il Frecciarossa da Perugia sarebbe costato 42,90 € ossia 0,095 €/km, mentre un biglietto per un regionale da Foligno a Perugia, ha regolarmente un costo di 4,75 €/km, ossia 0,11 €/km.

Intanto stiamo anche perdendo la metropolitana regionale di superficie che invece potrebbe ben risolvere il problema traffico nel perugino.

Una proposta di sicuro interesse per il Tram Treno. Intanto veniamo a conoscenza del fatto che l’onorevole Pavanelli ha presentato una proposta di legge in cui si tende a regolamentare il Tram Treno come nel resto d’Europa. Sostenendo la necessità di potenziare il trasporto pubblico locale, rendendolo idoneo a rispondere alle esigenze dei cittadini. In questo quadro, si sottolinea come si tratti di un mezzo di trasporto utilizzato in tutta Europa. Evidenziando che il Tram Treno è un veicolo modulare, in grado di transitare dalla rete ferroviaria a quella tranviaria e viceversa, riducendo i tempi di spostamento. In un’ottica che mira anche al contenimento della spesa pubblica. Oltre che proporsi come efficace soluzione contro i problemi di inquinamento.

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