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LIBERO PENSIERO La fermata di un treno alla stazione MedioEtruria comporta l'eliminazione del treno successivo

Lo rivela una tesi di laurea discussa al Politecnico di Milano

Rallentamento = perdita. Nello studio si parla della perdita di una traccia perché l'operazione di fermata in linea  comporta la riduzione di velocità del Frecciarossa da 250 km/h a 60 km/h.

Difatti la Direttissima è in saturazione. Quindi, secondo logica, la MedioEtruria non potrebbe avere l'ok di RFI.

Ben diversa sarebbe la situazione se un Frecciarossa lasciasse la Direttissima alla interconnessione di Arezzo nord a 100km/h per dirigersi in Umbria.

Deficit di utenti. Inoltre, sui 2.500 passeggeri al giorno stimati, sulla MedioEtruria,  quanti ne potrebbe garantire l'Umbria?

Un numero esageratamente basso. Non certamente 2.000 e, probabilmente, meno di 1000. Ossia: si agirebbe in rimessa.

Meglio 3 coppie di Frecciarossa. Ci si chiede, dunque: perché rinunciare a 3 coppie di Frecciarossa nella nostra Regione, quando questi treni potrebbero garantire 2000 passeggeri senza creare sconquassi sull'Alta Velocità?

Creti = abbandono del sistema ferroviario. Oltre a ciò, con la scelta per la MedioEtruria in località Creti, il sistema ferroviario umbro è ignorato completamente,  perché sostituito integralmente dal sistema su gomma.

Attenzione, non ripetiamo gli errori della scuola di volo! La politica si era espressa a favore della famigerata scuola di volo. Un’azione suicida, risolta per fortuna dall'ENAC, che non ha firmato la proposta oscena.

Adesso, si fa gara a vantarsi dei successi del San Francesco, attribuendosene i meriti.  Anche da quanti ne avrebbero decretato la fine. Se solo quello scellerato progetto della scuola di volo fosse andato in porto.

Al momento, si vantano gli interventi sulla FCU. Senza indicare il compito  che dovrà svolgere questa ferrovia, una volta ripristinata.

Quali garanzie di successo? Il fatto che  importanti lavori in FCU si concluderanno nel 2024 non costituisce garanzia di risultati positivi nella funzione di rendere più appetibile il  trasporto ferroviario rispetto a quello stradale.

Elettrificata o meno (si parla del 2026!), ci si chiede: servirà questa linea? Se non si incrementa l’utenza, sarà di certo un nuovo buco nell’acqua. Uno in più. Con debito a carico delle future generazioni.

Con la Medio Etruria  si otterrà un sicuro sconquassamento del nostro sistema ferroviario, isolando sempre più il capoluogo dal resto della Regione.

L’alternativa è dunque  l’attivazione di tre coppie di Frecciarossa finanziati con i soldi che si spendono per altrettanti treni di bassa qualità, che ogni giorno pendolano su Firenze e Roma.

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